venerdì 29 dicembre 2017

Eyes Wide Open: il nuovo disco di Nina Pedersen!



Eyes Wide Open: il nuovo disco di Nina Pedersen!

NINA PEDERSEN
Eyes Wide Open
8 tracce | 40 minuti
Losen Records

Trailer:


«Scrivo perché non ne posso fare a meno. Amo quel processo creativo più di tutto il resto, amo potermi immergere in quella dimensione. Il mestiere di musicista e autore si impara strada facendo. Finire un disco è come finire un capitolo. Subito cominci a pensare al prossimo. È una strana sensazione: lo promuovi, fai concerti, ne parli, quando in realtà la tua testa è già altrove. Un disco ti fa capire quale direzione prendere per il prossimo». Passione e nuove direzioni, immersione nella scrittura come irresistibile bisogno espressivo, songwriting come esperienza di vita e di cammino: parlare con Nina Pedersen significa scoprire, già dalle prime parole, una affascinante dimensione artistica nella quale la canzone d'autore e il jazz convivono con serenità e continui scambi. Proprio come accade in Eyes Wide Open, il nuovo album di Nina Pedersen, primo per la prestigiosa etichetta norvegese Losen Records.
Norvegese è anche Nina Pedersen, anche se il suo legame con l'Italia è ormai lunghissimo: da oltre vent'anni vive e Roma, dove insegna, scrive e pratica musica. Un amore completo per le note, come si evince anche dall'intensità di questo suo terzo album, che coincide con un approfondimento della composizione e del songwriting, ma anche con un arricchimento della sua dimensione autorale, che si impreziosisce di elementi elettronici e soprattutto dell'empatia tra i musicisti coinvolti. Partecipano alla realizzazione di Eyes Wide Open straordinarie figure del jazz nostrano: Giampaolo Scatozza, Pierpaolo Principato, Marco Loddo più due special guest come Aldo Bassi e Paolo Innarella rendono il disco particolarmente fluido e avvolgente. Nina non ha dubbi: «È fondamentale per me avere non solo musicisti bravi e capaci ma avere, soprattutto, persone con cui mi trovo bene, c’è una bella atmosfera quando lavoriamo insieme».
Profondamente legata alla sua terra d'origine, Nina Pedersen ha sempre un occhio di riguardo per la musica tradizionale norvegese (alla quale ha dedicato studio e lavori) e al jazz nordico, pur definendosi oggi una "cantautrice jazz" con uno stile contemporaneo. Nina ha debuttato nel 2011 con Songs From The Top Of The World, al quale è seguito So Far So Good (2014); ospite dell’orchestra Hardanger Big Band, della Moonlight Big Band, ha lavorato a colonne sonore ed è molto coinvolta nella didattica del canto a Roma, ma la è scrittura a far emergere tutto il suo mondo interiore. Eyes Wide Open vuol dire avere gli occhi spalancati, ma anche chiedere di “osservare e ascoltare" con attenzione se stessi e il mondo, in otto brani in cui Nina si mette a nudo: «Parlo della solitudine di una casa vuota (These Empty Walls), tutta la poesia del sorgere di un nuovo giorno (Eyes Wide Open), la necessità di ogni tanto stare da soli (Me, Myself and I). Granny’s Waltz è un inno alle nonne, in Now I’m Here cerco di esprimere quella piacevole sensazione di serenità e maturità trovata arrivando ad un certo punto della vita. Questo brano l’ho scritto di getto il giorno prima di entrare in studio. Succede molto raramente! Infine il rapporto madre e figlio: ci ho messo più di due anni per scrivere Mother & Son ed ho scritto credo cinque versioni...».
Accanto ai brani scritti da Nina trova spazio Ribbon Of Sand di John Surman e Karin Krog (che firma anche le note di copertina): «Ho trovato questo brano in un libro di spartiti comprato in Norvegia. Me ne sono innamorata subito. Mi assomiglia molto e me lo sono sentito subito mio. Questa sua melodia così semplice, essenziale, è quasi disarmante, poi il testo è stupendo. Però sentivamo il bisogno di stravolgerlo e ci ha pensato Pierpaolo, dandogli un’atmosfera quasi ipnotica. Mi piaceva tanto come veniva e l’ho voluto inserire nel disco».

A fine ottobre Nina Pedersen presenterà il disco in Norvegia come ospite della Hardanger Big Band in quattro concerti. La presentazione ufficiale italiana si terrà venerdì 10 novembre all’Auditorium della Musica a Roma con il trio Principato/Loddo/Scatozza, la partecipazione di Aldo Bassi e Paolo Innarella e il coro jazz ConCorde, diretto proprio da Nina e da lei fondato 16 anni fa.

Eyes Wide Open:

01. Eyes Wide Open
02. Ribbon Of Sand
03. Granny´s Waltz
04. Now I´m Here
05. These Empty Walls
06. Mrs. Nilsen
07. Me, Myself And I
08. Mother And Son

All music and lyrics by Nina Pedersen
except 2 by John Surman and Karin Krog.

Nina Pedersen: vocal
Pierpaolo Principato: piano & keyboards
Marco Loddo: bass
Giampaolo Scatozza: drums & loops

Guests:
Aldo Bassi: trumpet
Paolo Innarella: sax


Eyes Wide Open: una conversazione con NINA PEDERSEN

Eyes Wide Open è il tuo terzo album, primo per Losen Records. Che differenze ci sono dai precedenti Songs From The Top Of The World (2011) e So Far So Good (2014)?

Le differenze sono tante, in primis sono cambiata io. Sono più sicura di me, ho capito cosa voglio fare e dove voglio andare. I primi tentativi di comporre erano degli esperimenti, un passo insicuro in un campo minato, ora scrivo perché non ne posso fare a meno. Amo quel processo creativo più di tutto il resto, amo potermi immergere in quella dimensione. Il mestiere di musicista e autore è un mestiere che si impara strada facendo. Finire un disco è come finire un capitolo. Subito cominci a pensare al prossimo. È una strana sensazione: lo promuovi, fai concerti, ne parli, quando in realtà la tua testa è già altrove. Un disco ti fa capire quale direzione prendere per il prossimo. 
             
Anche in questo album ti sei circondata di grandi personalità del jazz italiano: Scatozza, Principato e Loddo, con la partecipazione di Aldo Bassi e Paolo Innarella. Dicci qualcosa di più su questa collaborazione.

La scelta dei musicisti è nata in realtà un po’ per caso. Conoscevo ed apprezzavo il lavoro di Pierpaolo Principato. Siamo colleghi alla Saint Louis College of Music a Roma, spesso ci si incontrava nei corridoi, così un giorno gli chiesi se gli andava di fare una suonatina. Avevo questi brani scritti da un po’ di tempo, avevo voglia di mettermi in gioco e farli sentire a qualcuno anche se ero terrorizzata dall’idea. Sono una persona estremamente timida e un’insicura cronica! Comunque avevo un concerto in un locale romano e ho chiamato anche Marco Loddo che già conoscevo tramite collaborazioni precedenti. Non pensavo che quel progetto poi sarebbe risultato in un disco.
Giampaolo Scatozza è entrato a far parte del gruppo dall’ultimo disco. È stato il batterista del mio primo quartetto jazz una ventina d’anni fa, poi lui si è trasferito all’estero, ma quando è tornato a vivere in Italia ci siamo di nuovo trovati a suonare insieme. Avevo voglia di “modernizzare” un po’ il sound del gruppo, e lui essendo un esperto in musica elettronica ha portato quel tocco in più oltre ad essere ovviamente molto bravo!
Aldo Bassi ha suonato nel mio primo disco (quello dedicato alla musica norvegese) e mi faceva piacere averlo come ospite. Mi piace molto il suo sound. Ho conosciuto invece Paolo Innarella un anno fa, e ci siamo subito trovati molto bene, ha un suono molto nordico. Abbiamo anche un altro progetto insieme. È fondamentale per me avere non solo musicisti bravi e capaci, ma avere, soprattutto, persone con cui mi trovo bene, c’è una bella atmosfera quando lavoriamo insieme.

Eyes Wide Open contiene brani firmati da te, fatta eccezione per Ribbon of Sand di John Surman e Karin Grok. Cosa ti ha spinto a interpretare questo pezzo?

Ho trovato questo brano in un libro di spartiti comprato in Norvegia. Me ne sono innamorata subito. Mi assomiglia molto e me lo sono sentito subito mio. Questa sua melodia così semplice, essenziale, è quasi disarmante, poi il testo è stupendo. Però sentivamo il bisogno di stravolgerlo e ci ha pensato Pierpaolo, dandogli un’atmosfera quasi ipnotica. Mi piaceva tanto come veniva e l’ho voluto inserire nel disco.
Ho avuto il grande piacere qualche anno fa di incontrare tutti e due gli autori nella loro casa ad Oslo. Io cantavo e John Surman mi accompagnava divinamente al pianoforte! Karin Krog è un mito, mi sento molto vicina al suo modo di cantare. Lei quando canta parla, è la regina assoluta del jazz vocale norvegese ed è tutt’ora molto attiva. Ha compiuto 80 anni quest’anno.

Non è un caso che la stessa Krog abbia firmato le liner notes dell’album. Karin ha apprezzato la vena narrativa dei tuoi brani: quali “storie” hai raccontato in Eyes Wide Open?

Ci sono storie e racconti ispirato da persone ed affetti che fanno parte della mia vita, ma che potrebbero benissimo fare parte della vita di tutti noi.
Ho scritto Mrs. Nilsen, per esempio, durante il nostro primo tournée in Norvegia per promuovere So Far So Good. Io ho perso i miei genitori presto, non hanno fatto in tempo ad invecchiare e me li sono sempre immaginati come sarebbero stati da vecchi. Forse per questo le persone anziane mi affascinano così tanto, mi piace guardarle e qualche volta mi sembra di poter leggere la loro storia nelle rughe sul loro viso. Potrei stare ore ed ore ad ascoltarli raccontare la loro vita, ho un ricordo lontano di mio nonno che mi parlava della guerra mondiale. Solo dopo un po’ mi accorgo che stava parlando non della seconda, ma della prima guerra mondiale! Questo uomo visse due guerre mondiali, vide nascere la macchina, l’aereo, il telefono, è  emigrato negli Stati Uniti, si è fatto una famiglia lì, poi è tornato in Norvegia, ha incontrato mia nonna ed è nata mia madre. Quanto abbiamo da imparare dalle persone che hanno vissuto tutta una vita, invece spesso li vediamo solamente come dei vecchi. Questa è la storia di Mrs. Nilsen, conosciamo tutti una Mrs. Nilsen. Il cognome Nilsen è molto comune in Norvegia (come anche Pedersen tra l’altro), un po’ come il vostro Rossi.  L’ho chiamata così perché la prima volta che l’abbiamo suonato è stato al jazz club storico di Oslo: Herr Nilsen.
Poi parlo della solitudine di una casa vuota (These Empty Walls), tutta la poesia del sorgere di un nuovo giorno (Eyes Wide Open), e la necessità di ogni tanto stare da soli (Me, Myself and I). Granny’s Waltz è un inno alle nonne, in Now I’m Here cerco di esprimere quella piacevole sensazione di serenità e maturità trovata arrivando ad un certo punto della vita. Questo brano l’ho scritto di getto il giorno prima di entrare in studio. Succede molto raramente! Infine il rapporto madre e figlio. Ci ho messo più di due anni per scrivere Mother & Son ed ho scritto credo cinque versioni. Alla fine Giampaolo ha detto Basta! E mi sono arresa! Storie di vita vissuta, sarà banale, ma la vita stessa lo è…

Sei una figura anomala, al confine tra canzone d’autore e jazz: cosa ti affascina di queste due dimensioni musicali?

Il jazz è la musica che mi sta più a cuore. Lo amo, l’ho studiato e lo insegno. Quello che non amo sono alcune mentalità nell’ambiente. Mi piace sentire musicisti che sono tecnicamente molto bravi ma mi emoziono di più sentire meno note e più personalità. Non amo le jam, non amo il fatto di dover sempre “dimostrare” qualcosa. Spesso ho la sensazione che i jazzisti suonino solamente per i jazzisti, ma questo in fondo forse è il jazz.

Sono note la tua attenzione e cura verso le tue radici scandinave, ma da anni vivi a Roma: quanto ti influenza nella scrittura e in generale nel fare musica vivere in una città così diversa da quelle norvegesi?

Mi sento sicuramente più vicina al jazz nordico come forma d’espressione. La semplicità nelle cose, il minimalismo. Un musicista norvegese è sicuramente meno indirizzato ad uno studio di linguaggio conforme, e probabilmente è spesso meno capace tecnicamente parlando, ma credo che siano più creativi. Trovo che siano più bravi nella ricerca di un proprio linguaggio, che poi spesso va al di fuori di quello che noi chiamiamo jazz.
Il mondo dei cantautori a dire la verità  lo conosco poco… specialmente quelli italiani, ma mi hanno sempre affascinato alcuni cantautori norvegesi e la loro padronanza della lingua. Testi meravigliosi, a volte poetici, a volte divertenti, a volte tristi. Il testo nel jazz è all’ultimo posto, se c’è o non c’è tante volte non ha nessuna importanza. Principalmente è la musica che conta. In Italia poi c’è il fatto che, ahimè, spesso e volentieri chi ti ascolta non capisce l’inglese (spesso anche chi canta). Al mio primo tour norvegese, mentre cantavo, mi accorgevo che il pubblico capiva le parole, stavano seguendo il testo! È stato un momento pazzesco, mi sono resa conto che non solo stavo cantando, ma gli stavo raccontando una storia. Per me le parole sono importanti quanto la musica e ci metto tanto lavoro nello scrivere un testo. Ci sono tanti artisti bravissimi che scrivono bene, Norma Winston, David Linx per esempio, ma credo di non aver mai letto in una recensione italiana che “i testi sono belli!”…
Mi sento un po’ sdoppiata in questo senso. In tutti i sensi in realtà. Mi trovo ad essere straniera ovunque sia, mi sento norvegese in Italia e italiana in Norvegia. Non ho più una madrelingua, parlo norvegese pensando in italiano e il mio accento nordico si sente, e come se si sente! In giro per Roma dove vivo da 27 anni, in qualsiasi negozio mi trattano da turista. Nel bene e nel male, è un po’ come avere due patrie, ma nessun posto che chiami “casa”. Una sensazione strana. Potrei dire che mi sento un po’ così anche musicalmente, e questo ha tanti lati positivi, ma non sempre gioca a mio favore...

Da Terje Rypdal a Nils Petter Molvaer, il jazz “nordico” ha sempre mostrato delle interessanti peculiarità: c’è qualche artista della tua terra che ammiri in modo particolare e che vuoi segnalarci?

Ci sono tanti artisti che ammiro! Ho un debole in assoluto per i contrabbassisti, quando ascolto musica strumentale sono quasi sempre artisti contrabbassisti quelli che mi catturano. Scrivono in un modo sicuramente diverso, non essendo il contrabbasso uno strumento armonico. Trovo che scrivano in modo molto “cantabile” suonando uno strumento che originariamente non era previsto come uno strumento che poteva anche fare dei soli o delle melodie.
Io sono una di quelli che NON si addormenta durante il solo di basso. Adoro il contrabbassista svedese Lars Danielsson, le sue composizioni sono meravigliose, amo anche molto Arild Andersen, un altro contrabbassista norvegese. Poi c’è  Anders Jormin, Palle Danielsson, sempre svedesi. E poi amo Esbjorn Svensson, e non sono la sola.
Di cantanti nordici segnalerei Radka Toneff, dotata di un immenso talento comunicativo, più che doti vocali, scomparsa purtroppo in età molto giovane.  Sidsel Endresen è l’erede di Karin Krog, anche se sono degli artisti molto diversi.  Sidsel ha un timbro che fa invidia ed una espressività unica.  Poi ci sono tante altre voci interessanti ed innovative: Live Maria Roggen, Solveig Slettahjell, Elin Rosseland, Eldbjørg Raknes, Susanna Wallumrød, e non dimentichiamo Mari Boine, di origine lappone. Le sue collaborazioni con Jan Garbarek sono note.

Dalla Norvegia all’Italia: cosa ne pensi del panorama jazz nostrano?

Trovo che il jazz italiano goda di ottima salute! Ho il privilegio e la fortuna di insegnare in una delle scuole di jazz più importanti del paese e vedo crescere la nuova generazione di musicisti… Sono svegli, si impegnano, e sono bravi! Ci sono tanti di quei talenti in giro…
Però amo il jazz italiano quando, appunto, è jazz ITALIANO! Amo quegli artisti che riescono a creare del jazz basandosi alla propria tradizione. Gli italiani sono un popolo così pieno di colori, un popolo molto più estroverso rispetto a noi nordici, c’è più fantasia e avete un bagaglio culturale ed una storia che noi ce la sogniamo. L’Italia è uno degli paesi più belli del mondo, esteticamente parlando. I miei occhi nordici non si stancano mai di questa bellezza mozzafiato, è bello quando tutte queste cose si rispecchiano nella musica. Non capisco perché per forza bisogna andare oltreoceano per trovare l’ispirazione. Non voglio essere fraintesa: sono molto legata alla tradizione americana, adoro gli standard e il “Songbook” americano, ma una volta imparato il Realbook a memoria, bisognerebbe chiuderlo, rimetterlo nella libreria e camminare con le proprie gambe. Secondo me.

Eyes Wide Open apparirà anche dal vivo, a partire dal 10 novembre all’Auditorium. Cosa accadrà durante i concerti?

Parto a fine mese per i fiordi norvegesi dove presenterò il disco in versione Big Band! È iniziata una bellissima collaborazione con Hardanger Big Band qualche anno fa, è piaciuto così tanto il mio lavoro che hanno deciso di far arrangiare i brani per Big Band. Sarà davvero una grande emozione, faremo quattro concerti a Bergen e nelle vicinanze.
Poi c’è la presentazione ufficiale del disco all’Auditorium a Roma il 10 di novembre. Ci sarà ovviamente il mio trio e i due ospiti, Aldo Bassi e Paolo Innarella, e poi ci sarà anche la presenza del mio coro jazz, che dirigo e che ho fondato ben 16 anni fa. Occuparsi della musica anche a livello amatoriale per me è fondamentale. Mi aiuta a livello professionale, perchè è incredibile vedere come la musica sia in grado di trasformare le persone. Queste persone a loro volta trasformano me. Il coro è un po’ diventato la mia famiglia, e sono contenta di poter portare con me sul palco nella sala Petrassi una quarantina di parenti.


BIOGRAFIA

Nina Pedersen è una cantante e songwriter norvegese da ventisette anni residente a Roma. I suoi profondi legami con la terra d’origine e la sua vocalità la portano ad approfondire sia la musica tradizionale scandinava che quel jazz che oggi si definisce come “nordico”. Ama mischiare la tradizione con il moderno, come ha fatto nel suo primo disco Songs From The Top Of The World (Alfa Music, 2011). Un album interamente dedicato alla musica della Norvegia, accolto con grande entusiasmo dai critici e dal pubblico italiano. Il disco riuscì nel suo intento di creare un nuovo sound ed una nuova veste per un repertorio antico.
Le sue ricerche sulla musica del Nord Europa continuano nel progetto Northern Lines, dove porta la tradizione fino ai giorni d’oggi, ai compositori contemporanei e ai protagonisti della scena jazz nordica.

Contemporaneamente porta avanti la sua passione per la composizione e il songwriting e nel 2014 l’etichetta norvegese Sweet Morning Music pubblica So Far So Good, il suo primo album da cantautrice jazz. Con questo “debutto” norvegese Nina inizia un’intensa attività concertistica nel suo paese d’origine, esibendosi con il suo trio italiano in vari jazz-club, festival e trasmissioni radiofoniche.
                                                                                     
Nina collabora come ospite con l’orchestra Hardanger Big Band, che la vede protagonista in una serie di concerti con sue composizioni arrangiate per big band da Jens Wendelboe, noto musicista norvegese. È anche la cantante solista dell’orchestra swing Moonlight Big Band.
Nel corso degli anni ha cantato in prestigiosi festival italiani e esteri come Ni-Ca Jazz Festival (Spagna), Oslo Jazz Festival (Norvegia), Profumo di Jazz, Peperoncino Jazz, Garbatella Jazz, Jazz al Popolo, Alatri Jazz, Saxophobia, Tolfa Jazz, Jazz & Image, Villa Celimontana, Siena Jazz, Festa della Liberazione, Festival delle Nazioni, Spirit of Norway, Fregene Jazz, Roma Jazz, Jazz all’Argentario.

Ha all’attivo un disco con il gruppo trip-hop Mata Hari, scelto come colonna sonora per il film Ultimo Stadio del regista Ivano de Matteo. Collabora con il compositore Fabio Liberatori in qualità di cantante ed autrice dei testi: la loro Wisdom is a Flower viene scelta come colonna sonora del film Un attimo sospesi di Peter Marcias.

Da sempre appassionata di musica corale, è la fondatrice, arrangiatrice e direttrice del coro jazz a cappella “ConCorde” e del “Skandik Vokal Ensemble” con il quale propone un repertorio prettamente scandinavo. Attiva da decenni sul piano didattico, è docente di canto jazz presso la Saint Louis College of Music e presso A.I.D.A, Accademia internazionale delle arti.

Nel novembre del 2017 arriva il suo terzo album Eyes Wide Open: con una distribuzione mondiale, esce per la prestigiosa etichetta norvegese Losen Records.
Eyes Wide Open vede la partecipazione di stelle del jazz italiano come Pierpaolo Principato, Marco Loddo, Giampaolo Scatozza, Aldo Bassi e Paolo Innarella.
Le note di copertina sono firmate da Karin Krog:
 «È stata una tale gioia ascoltare l'album di Nina.
Più lo ascoltavo, più ne traevo piacere.
Le sue sono canzoni melodiche che raccontano una storia, interpretate con grande espressività dalla voce di Nina, scura e matura.
La band è eccellente grazie a una totale empatia e al piacere di suonare le inventive composizioni di Nina.
Un album di lusso».


Info:

Nina Pedersen:

Nina Pedersen Facebook:





mercoledì 27 dicembre 2017

MAT2020: l'editoriale di dicembre 2017


Editoriale di dicembre 2017

Ultimo numero del 2017 per MAT2020, come sempre nutrito e ricco di novità musicali.

Partiamo dai live con la descrizione dell’ultimo Festival Prog di Veruno realizzata da Evandro Piantelli, a cui si unisce il reportage fotografico di Valter Boati.
Per la serie “L’angolo del fan” Roberto Attanasio ci racconta il concerto di Spotorno (SV) dei Claudio Simonetti’s Goblin mentre Antonio Pellegrini propone il suo feeling relativo al concerto di Ian Hunter a Mezzago.

E veniamo ai nuovi album: la new entry Luca Nappo presenta il nuovo lavoro dei Goblin, Alberto Sgarlato introduce l’esordio discografico del batterista Andrea Orlando, Valentino Butti scrive dei WOBBLER e di IS PROJECT, Andrea Zappaterra dei NORTHERN LINES, Evandro Piantelli sviscera il terzo disco degli Unreal City, Gianni Sapia ci prepara al mondo dei Ku.dA, Andrea Pintelli intervista e spiega l’esordio dei torinesi Verganti, Antonello Giovannelli ci riporta al vecchio/nuovo BANCO con una recensione di Io sono nato libero”+ “La libertà difficilea cui segue l’intervista di Max Rock Polis a Vittorio Nocenzi; sempre Polis dice la sua su un lavoro su cui molto si è dibattuto, il nuovo PFM, e con un po’ di lavoro straordinario arriva all’album fresco di uscita dei GLAD TREE; Athos Enrile ritorna sul nuovissimo CD di Acqua Fragile; a conclusione delle review un incrocio particolare tra due musicisti - Luca Acquino e Luca Roseto - realizzato da Edmondo Romano.

Per quanto riguarda le rubriche consolidate, troviamo ancora Mauro Selis che resta in equilibrio tra psicologia e prog, in questo caso proveniente dalla Tunisia.
E ancora Carlo Bisio, esperto di sicurezza sul lavoro - e musica -, Paolo Siani  - che descrive la situazione dei live in Italia -, Angelica Grippa inserisce nell’angolo metal i THE DANGER, Alberto Sgarlato ci parla di un disco del 1987 degli IQ e Ricardo Storti propone la prima parte di un vecchio lavoro - 1979 - di Stevie Wonder.
Una chicca la descrizione della cerimonia avvenuta a Londra dedicata alla nascita di Greg Lake.

Cos’altro aggiungere… un numero di fine anno col botto!



martedì 26 dicembre 2017

PFM live per finire il 2017

  
Hello proggers, fine anno con la Premiata Forneria Marconi, due date, in Puglia e in Calabria.

Prima del tour in Giappone la PFM porta il suo "Emotional Tatoo Tour" nel sud Italia… quale miglior occasione per augurarsi un buon 2018!?
Non perdeteveli!
Wazza

Dicembre 29, 2017 -  Bari Teatro Petruzzelli (Italy)
Dicembre 30, 2017 -  Castrovillari  (CS)
Teatro Sybaris (Italy)
Bari - 29 dicembre


Arriva a Bari il 29 dicembre alle ore 21:00 Emotional Tattoos, il tour di PFM Premiata Forneria Marconi. Lunica tappa regionale sarà al Teatro Petruzzelli.
Emotional Tattoosè anche il titolo dellalbum uscitO il 27 ottobre per Inside Out Music/Sony Music, pubblicato contemporaneamente in due versioni una in italiano e una in inglese.
Premiata Forneria Marconi è tornata con un disco di inediti a 14 anni di distanza dallultimo, presentandolo in un tour mondiale. “Quartiere Generale”, il primo singolo estratto dallalbum, parte dallosservazione del presente fotografando il tempo attuale, come un tatuaggio emotivo di questo futuro intermittente, come lo ha definito Franz Di Ciocco, voce e batteria del gruppo.
Un punto di riferimento per gli amanti del rock, la storica band nasce discograficamente nel 1971 e guadagna rapidamente un posto di rilievo nella scena musicale internazionale entrando nel 1973 nella classifica di Billboard (per Photos Of Ghosts) e vincendo un disco doro in Giappone. Con una musicalità che spazia dal rock al progressive fino alla classica PFM, Premiata Forneria Marconi, è stata premiata con la posizione n. 50 nella Royal Rock Hall of Fame di 100 artisti più importanti del mondo.


Castrovillari - 30 dicembre

Prima di svelare il ricco cartellone che accompagnerà la cittadina per quattro mesi,  lorganizzazione di Primafila è lieta di comunicare che il 30 dicembre alle 21,30, presso il Teatro Sybaris di Castrovillari, sarà di scena la Premiata Forneria Marconi, il gruppo musicale rock progressivo italiano degli anni 70 che ha avuto grande popolarità, sia in Italia che a livello internazionale (nel Regno Unito, in America e in Giappone); l'unica a ottenere successo fuori dai confini nazionali. Fu tra i pochi complessi italiani a entrare nella classifica degli album nella celebre rivista statunitense Billboard per Photos Of Ghosts, vincendo un disco doro in Giappone. Continua fino a oggi a rappresentare un punto di riferimento per gli amanti del rock.
La band con il suo tour mondiale dallItalia allAmerica, sarà a Castrovillari, unica tappa della Calabria il prossimo 30 dicembre. Levento, come anticipato è curato dallAssociazione Culturale Novecento Teatriche farà da lancio alla XVI edizione di Primafila.
Oggi il gruppo è formato da Franz Di Cioccio, voce e batteria,Patrick Djivas al basso, Lucio Fabbri, violino, seconde tastiere e seconda chitarra, Alessandro Scaglione, tastiere, Hammond, Minimoog, Marco Sfogli alle chitarre, Roberto Gualdi, seconda batteria, e Alberto Bravin, voce e tastiere aggiunte.




sabato 23 dicembre 2017

B.M.S. in concerto a Brescia il 20 gennaio


"Maddalena ha girato le carte
e mi ha detto il futuro è tranquillo vedrai
Le stazioni dei luoghi comuni
sono troppo affollate di mediocrità"
(BMS - Velocità) 

Hello,
amici del Banco Music Club e Wazza Mail List (sia reattivi che dormienti.., nell'auguravi Buone Feste vi ricordo il primo appuntamento live del 2018 con il Banco del Mutuo Soccorso (leggi tutte le info)
Serenità e Salute per tutti.
Wazza

SABATO 20 GENNAIO 2018
CIRCOLO COLONY 
|| Via Romolo Gessi 14 (S.Eufemia) || BRESCIA

Quarantacinquesimo anno di attività, con una nuova stagione di concerti che celebreranno le tappe fondamentali del repertorio della band. Riparte con uno sguardo al futuro e un nuovo e monumentale progetto discografico alle porte.

Così la storia del Banco continua, e le nuove date del tour sono un primo segnale della volontà del gruppo di andare avanti, grazie alla determinazione e all’ispirazione compositiva di Vittorio Nocenzi,  fondatore e figura carismatica del Banco.
Il 21 febbraio 2014 moriva all’età di 66 anni a causa di un incidente stradale nei pressi di Zagarolo, in provincia di Roma, il cantante e autore Francesco Di Giacomo. Musicista dalla figura inconfondibile - con il lungo barbone e un ventre extralarge - era dotato di una voce altrettanto inconfondibile. Nell’ottobre del 2015, dopo una lunga malattia, si spegnava anche il talentuoso chitarrista Rodolfo Maltese.
Andare avanti anche nel nome di chi non c’è più: così, a breve, il gruppo tornerà in studio per realizzare un ulteriore intero album di inediti, e all’orizzonte, ci sono altri progetti importanti a cui Nocenzi sta lavorando da anni.
Prog italiano e Banco del Mutuo Soccorso sono praticamente due sinonimi. Dal 1973 al 2017 è un viaggio lungo, ma la stessa storia musicale del Gruppo testimonia proprio della solidità delle idee e della musica di una band seminale e fondamentale per il prog italiano e di cui il BANCO DEL MUTUO SOCCORSO è assoluto protagonista. Vittorio Nocenzi ha fondato il Banco con il fratello Gianni all’alba degli anni 70 e l’anno dopo la formazione ha preso il volto più conosciuto, quello con Francesco Big Di Giacomo alla voce, Rodolfo Maltese alla chitarra, Pier Luigi Calderoni alla batteria e Renato D’Angelo al basso.
Tutto però ha inizio nel 1968 quando Vittorio Nocenzi, già affermato tastierista, assieme al fratello Gianni al pianoforte, Franco si sono uniti per un’audizione presso la RCA per presentare alcune sue composizioni. L’audizione ebbe esito positivo. Ma i veri primi passi il Banco li muove nel 1970 a Marino (Roma), città natale di Vittorio e di suo fratello Gianni, dove il gruppo ha la sua sala prove (la mitica “Stalla”). Le prime registrazioni del Banco del Mutuo Soccorso furono tre brani inclusi in ‘Sound 70′, una compilation (pubblicata solo su nastro) che presentava nuove formazioni e che permise alla band di incidere - Vedo il telefono, La mia libertà ePadre Francesco -. Della prima “embrionale” formazione accanto a Vittorio, Gianni Nocenzi e Fabrizio Falco, troviamo ora Claudio Falco alla chitarra e Franco Pontecorvi alla batteria. E con questa line-up furono registrati altri brani che rimasero a lungo inediti. Questi stessi brani sono stati pubblicati in Donna Plautilla nel 1989.
La reale svolta avvenne nel 1971 quando al II° Festival Pop di Caracalla a Roma, i fratelli Nocenzi incontrarono il chitarrista dei Fiori di campo Marcello Todaro, Francesco Di Giacomo (voce), Renato D’Angelo (basso) e Pierluigi Calderoni (batteria della band Esperienze) decidendo di unire le forze. Si passa così dalle canzoni del primo periodo, fortemente influenzate dal beat, a composizioni lunghe e complesse, che riflettono il grande amore per la musica classica dei fratelli Nocenzi. E’ per merito della bravura ed innovatività della band, oltre che di Sandro Colombini e Franco Mamone, che il gruppo viene messo sotto contratto dalla Ricordi Dischi che pubblica i primi tre album  (Banco del Mutuo Soccorso – 1972 -, Darwin! – 1972 - , Io sono nato libero – 1973 -) destinati a passare alla storia del nascente pop italiano, e che verranno apprezzati particolarmente anche all’estero.
Sembra ieri ma sono già trascorsi 40 anni da quando Nocenzi & Co hanno iniziato ad introdurre piccole monete in un salvadanaio… quello stesso salvadanaio che oggi, a distanza di anni, riesce ancora a rivelarci tesori di valore inestimabile.

Current line-up
• Vittorio Nocenzi - tastiere, voce (1968-presente)
• Filippo Marcheggiani - chitarra (1994-presente)
• Nicola Di Già - chitarra (2012-presente)
• Fabio Moresco - batteria (2016-presente)
• Marco Capozi - basso (2016-presente)
• Tony D'Alessio - voce (2016-presente)

Biglietto in cassa 25€ ||In prevendita: http://bit.ly/BancoDelMutuoSoccorsoBS
Ingresso ore 21:00
CIRCOLO COLONY || Via Romolo Gessi 14 (S.Eufemia) || BRESCIA






giovedì 21 dicembre 2017

TOUR DATES 21 DICEMBRE 2017 ‑ 03 GENNAIO 2018, DI ZIA ROSS


Questa volta presento ben due settimane di concerti, fino al 3 gennaio. Come al solito fate ballare l'occhio per il 31, visto che molti comuni organizzano concerti in piazza ma non vengono segnalati in rete.

Buone feste e buon anno nuovo,
ciao a tutti

Rossana

TOUR DATES 21 DICEMBRE 2017 ‑ 03 GENNAIO 2018



Giovedì 21/12

AUDITORIUM POPOLARE COSENZA ‑ AREA EX OFFICINE FERROVIARIE DELLA CALABRIA ‑ Viale Mancini ‑ Via Popilia ‑ COSENZA (CS)
ROY PACI

TEATRO GRANDE DI BRESCIA ‑ C.So Zanardelli, 9/A ‑ BRESCIA (BS)
THE WHIRLING DERVISHES OF SYRIA FEATURING NOUREDDINE KHOURCHID
LA MUSICA DEI CIELI EDIZIONE 2017
info:  0302979311 ‑ Www.Teatrogrande.It/

LARGO VENUE ‑ Via Biordo Michelotti, 2 ‑ ROMA (RM)
THE WINSTONS
Sono un power trio basso, batteria, tastiere e voci dedito alla psichedelica e al culto dell’anarchia ancestrale. Questa sera insieme a Marco Fasolo (Jennifer Gentle) omageranno “The Piper At The Gates Of Dawn” nel suo cinquantennale.
Inizio concerto ore 22.30
Costo biglietto 10 euro + d.p., 12 euro alla porta


Venerdì 22/12

CAFFE MARINI ‑ Viale Della Repubblica (Teatro Comunale) ‑ ALESSANDRIA (AL)
ANDREA VERCESI "SOLOACUSTICO" LIVE
dalle ore 19:00

CINEMA TEATRO SAN GIOVANNI BOSCO ‑ Via Roma, 3 ‑ EDOLO (BS)
VITTORIO DE SCALZI E GNU QUARTET IN "CONCERTO GROSSO"
info:  0364770419
ingresso gratuito
ore 21

HIROSHIMA MON AMOUR  ‑ Via Bossoli 83, Zona Lingotto Stazione Torino Sud  ‑ TORINO (TO)
NEW YORK SKA JAZZ ENSEMBLE

I CANDELAI ‑ VIA DEI CANDELAI 65 ‑ PALERMO (PA)
ROY PACI
info:  091/327151 ‑ 333/7002942 ‑ http://www.candelai.it ‑ candelai@candelai.it

PIAZZA PRIMO MAGGIO ‑ UDINE (UD)
STEF BURNS

OGR ‑ OFFICINE GRANDI RIPARAZIONI ‑ Corso Castelfidardo 22 ‑ TORINO (TO)
VINICIO CAPOSSELA IN I CERINI DI SANTO NICOLA
CON L'APPARIZIONE STRAORDINARIA DI PAOLO ROSSI
LA MUSICA DEI CIELI EDIZIONE 2017

LA TRIENNALE ‑ Viale Alemagna 6 ‑ MILANO (MI)
THE WHIRLING DERVISHES OF SYRIA FEATURING NOUREDDINE KHOURCHID
LA MUSICA DEI CIELI EDIZIONE 2017


22-23 Dicembre 2017

BLUE NOTE ‑ Via Borsieri, 37 ‑ Q.Re Isola ‑ MILANO (MI)
NICK THE NIGHTFLY ORCHESTRA
Ore 21.00 ‑ 23.30
NICE PRICE


Sabato 23/12

PHENOMENON ‑ STRADA STATALE 229 KM 10 ‑ FONTANETO D'AGOGNA (NO)
FOLKSTONE

ROCK PLANET ‑ V.LE TRITONE 77 ‑ CERVIA (RA)
MODENA CITY RAMBLERS

SPIN TIME LABS ‑ VIA STATILIA 15 ‑ ROMA (RM)
NEW YORK SKA JAZZ ENSEMBLE
info:  3926067090 ‑ http://www.spintimelabs.org

PIAZZA XX SETTEMBRE ‑ PORDENONE (PN)
STEF BURNS

LAND LA NUOVA DOGANA ‑ Via Dusmet, 2 ‑ CATANIA (CT)
ROY PACI
info:  3924655690 ‑ http://www.lanuovadogana.it ‑ info@lanuovadogana.it

TRATTORIA DA CIPO ‑ Via Brescia 11  ‑ CASTENEDOLO (BS)
FIXFORB
I FixForb sono un trio “prog funk” creato da due componenti dei Modà (Diego Arrigoni e Stefano Forcella) e Milly Fanzaga.
Inizio concerto ore 22.30
Costo ingresso 15 euro con una consumazione e cena a buffet

CLUB IL GIARDINO LUGAGNANO ‑ Via Cao Del Prà, 82  ‑ LUGAGNANO (VR)
ALDO TAGLIAPIETRA BAND. PRESENTAZIONE UFFICIALE NUOVO DISCO.
Nota: per l’ingresso è obbligatorio tesserarsi al club al costo di 10 euro; in più è previsto un contributo variabile per il concerto. Per tutti i dettagli contattare il Club Il Giardino
Evento musica progressiva
Non potevamo trovare modo migliore per scambiarci gli auguri di Natale. Aldo Tagliapietra, beniamino del nostro Club, con la sua fantastica band, ci presenterà ufficialmente e avrete così modo di acquistare il suo ultimo lavoro, “Invisibili realtà” pubblicato il 27 ottobre.
Inizio concerto ore 21.30

EDEN RISTOPUB  ‑ Via Castagnole, 61  ‑  MARINO (RM)
SENZA NOME
info:  0693547663
Senza Nome è un progetto musicale nato nel 2003 nei Castelli Romani dall’amicizia di Stefano Onorati (tastiere e synth) ed Emanuele De Marzi (voce e chitarra ritmica), con l’intento di far convergere le ricercate armonie del Rock Progressivo anni ’70 e la raffinatezza lirica della canzone d’autore italiana. Nel 2008 è uscito il loro primo album omonimo.

LA SCIGHERA ‑ Via Candiani, 131 ‑ MILANO (MI)
SCIGHERAJAZZ…
CHRISTMAS SWING, JAZZLAB ORCHESTRA
Ingresso con sottoscrizione e tessera Arci


Lunedì 25/12

FUORI ORARIO ‑ VIA DON MINZONI 96/B ‑ GATTATICO (RE)
VINICIO CAPOSSELA


Martedì 26/12

DRUSO ‑ Via Locatelli, 17 ‑ REDONA (BG)
NEW YORK SKA JAZZ ENSEMBLE
info: 327/2383355 ‑ 338/9892465 ‑ http://www.drusocircus.it

AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA ‑ Via Pietro De Coubertin ‑ ROMA (RM)
NICOLA PIOVANI
info:  06/80241281 ‑ 199/109783 ‑ www.auditorium.com

PUNKY REGGAE PUB ‑ Via Barbarigo 15 ‑ SAN ZENONE DEGLI EZZELINI (TV)
MALUS ANTLER
Malus Antler è un “PROGetto” musicale creato nel 2012 a Mussolente (VI) da Fabio Bordignon (basso) e Alex Donanzan (chitarra e voce) in seguito ad una loro comune passione per il rock progressivo. Questa sera la band presenta il disco d’esordio “Osimandia”, un concept album dalle sonorità progressive e psichedeliche che attraverso la figura del dio Seth affronta, in chiave onirica ed ermetica, i temi più delicati che riguardano l’uomo. Un viaggio fisico ed introspettivo.
Nella stessa occasione La Festa degli Impiccati.
Inizio concerti ore 17


26-31 Dicembre 2017

BLUE NOTE ‑ Via Borsieri, 37 ‑ Q.Re Isola ‑ MILANO (MI)
ANGELS IN HARLEM GOSPEL CHOIR
In alcune serate doppio spettacolo


Mercoledì 27/12

LATTERIA MOLLOY ‑ Via Marziale Ducos 2/B ‑ BRESCIA (BS)
MODENA CITY RAMBLERS

VIDIA CLUB ‑ VIA NAZIONALE 1130 ‑ CESENA (FC)
VINICIO CAPOSSELA
info:  0547/662211 ‑ 349/1914005 ‑ 348/4073165 ‑ 335/6251500 ‑ http://www.vidiaclub.com ‑ www.facebook.com/vidiaclub

CLUB IL GIARDINO LUGAGNANO ‑ Via Cao Del Prà, 82  ‑ LUGAGNANO (VR)
THE WATCH ‑ CONCERTO DI FINE ANNO
Nota: per l’ingresso è obbligatorio tesserarsi al club al costo di 10 euro; in più è previsto un contributo variabile per il concerto. Per tutti i dettagli contattare il Club Il Giardino
Evento musica progressiva
Come ormai da tradizione la miglior tribute band europea dei Genesis chiuderà l'anno nel nostro club con il loro ultimo progetto sulla produzione della band di Gabriel.
Da sempre gruppo progressivo innamorato dei Genesis, i The Watch possono vantare tra le proprie fila la voce di Simone Rossetti ritenuta la voce che più di tutte, nel panorama musicale, si avvicina a quella di Peter Gabriel.
Inizio concerto ore 21.30


Giovedì 28/12

AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA ‑ Via Pietro De Coubertin ‑ ROMA (RM)
NICOLA PIOVANI
info:  06/80241281 ‑ 199/109783 ‑ www.auditorium.com


Dal 28/12/2017 al 01/01/2018

VARIE SEDI ‑ ORVIETO (PG)
UMBRIA JAZZ WINTER:
RICCARDO BISEO, MASSIMO MORICONI, GEGÈ MUNARI ~ CHORD FOUR ~ BERKLEE/UMBRIA JAZZ CLINICS 2017 AWARD GROUP ~ LITTLE FREDDIE KING BLUES BAND ~ THE CONNECTION TRIO ~ PIERO ODORICI, DARRYL HALL, ROBERTO GATTO ~ JAZZMEIA HORN ~ GINO PAOLI & DANILO REA ~ LUCA VELOTTI QUARTETTO ~ THE NEW ORLEANS MYSTICS ~ MARC RIBOT ~ FUNK OFF ~ THE LICAONES ~ JASON MORAN ~ FILIPPO BIANCHINI QUARTET ~ GUIDI, BEARZATTI, RABBIA TRIO ~ MARIA PIA DE VITO ~ FABRIZIO BOSSO QUARTET ~ SUGARPIE & THE CANDYMEN ~ GIOVANNI GUIDI ~ BENEDICT GOSPEL CHOIR ~ MARIA PIA DE VITO ‑ RITA MARCOTULLI ~ TRIO DI ROMA ~ SPAGHETTI SWING


Venerdì 29/12

TEATRO IL DUCALE ‑ Via Padre G. De Giorgi, 2 ‑ CAVALLINO (LE)
THE PROG SIDE OF THE MOON
ZENITH REUNION VII
"IN LOVING MEMORY OF OUR DEAR FRIEND PAOLO"
SPECIAL GUEST RICHARD SINCLAIR
CON
MARIO MANFREDA ~ CARLO RAINONE ~ GIANLUCA MILANESE ~ EGIDIO PRESICCE ~ GABRIELE CANIGLIA ~ GIUSEPPE “JOSH" CHIRIACCI ~ FRANCESCO DE TOTARO ~ CLAUDIO PERRONE ~ ANGELO LOSASSO ~ CAROLA CONTE ~ ANDREA GLANNONE ~ DOMENICO RAGONE ~ DANIELA DAMIANI ~ GABRIELE "LESLIE” SARACINO
Il 29 dicembre siete tutti invitati al Teatro Ducale di Cavallino per partecipare con noi al concerto progressive rock dell'anno, al costo di 5 euro. I biglietti sono già disponibili in prevendita presso Youm Youmusic https://www.facebook.com/youm.youmusic/
ore 21.00
ingresso: 5 euro

ARIANO FOLK FESTIVAL ‑ ARIANO IRPINO (AV)
HEVIA

UDINE E GORIZIA FIERE ‑ MARTIGNACCO (UD)
NEW YORK SKA JAZZ ENSEMBLE
info:  04324951 ‑ http://www.udinegoriziafiere.it

BIRRERIA MACCARONE ‑ Strada Torino 12 ‑ ORBASSANO (TO)
AVALON LEGEND
info:  3924090089
Longeva formazione della bassa Valsusa, due album all’attivo di cui il secondo “Un sogno per cambiare” presenta il passaggio da un pop rock italiano a un rock più marcatamente progressivo. Loro intento, quello di coniugare i ritmi propri del prog con un cantato melodico in italiano.
Inizio concerto ore 22

CLUB IL GIARDINO LUGAGNANO ‑ Via Cao Del Prà, 82  ‑ LUGAGNANO (VR)
BIGLIETTO PER L’INFERNO
Nota: per l’ingresso è obbligatorio tesserarsi al club al costo di 10 euro; in più è previsto un contributo variabile per il concerto. Per tutti i dettagli contattare il Club Il Giardino
Biglietto per l’Inferno: la mitica prog band italiana degli anni ’70 è tornata sulle scene da alcuni anni, composta dai “vecchi” Pilly Cossa e Mauro Gnecchi e nuovi musicisti. L’ultimo lavoro è “Vivi. Lotta. Pensa”.
Inizio concerto ore 21.30

TEATRO PETRUZZELLI- Corso Cavour- BARI(BA)
PFM EMOTIONAL TATTOOS TOUR 
Prosegue il cammino live della PFM. Dopo l’uscita di Mussida l’attuale formazione vede: Franz Di Cioccio, Patrick Djivas, Lucio Fabbri, Marco Sfogli, Alessandro Scaglione, Roberto Gualdi e Alberto Bravin.


Sabato 30/12

RETRÒGUSTO ‑ Via Toscana, 122A  ‑ BOLOGNA (BO)
MONKEY DIET
Monkey Diet è il progetto creato da Daniele Piccinini (ex Accordo dei Contrari), Gabriele Martelli (PropheXy) e Roberto Bernardi (ex Like), trio in bilico tra rock psichedelico, prog e stoner. Provenendo tutti da un background fortemente prog, i tre musicisti intendono creare una musica più diretta, che lasci maggior spazio all’improvvisazione e all’interpretazione. L’8 aprile è uscito l’album “Inner Gobi”.

TEATRO SYBARIS ‑ Contrada Calandrino, 14C ‑ CASTROVILLARI (CS)
PFM EMOTIONAL TATTOOS TOUR 
info: 0981/2511 ‑ Www.Comune.Castrovillari.Cs.It
Prosegue il cammino live della PFM. Dopo l’uscita di Mussida l’attuale formazione vede: Franz Di Cioccio, Patrick Djivas, Lucio Fabbri, Marco Sfogli, Alessandro Scaglione, Roberto Gualdi e Alberto Bravin.
Inizio concerto ore 21.30
Costo biglietto da 27 a 33 euro


Domenica 31/12

PIAZZA DEL POPOLO ‑ CESENA (FC)
I NOMADI

PIAZZA DELLA RINASCITA ‑ PESCARA (PE)
VINICIO CAPOSSELA