lunedì 29 febbraio 2016

Gli Osanna in Russia...


Gli OSANNA approdano in Russia
tra rock progressivo e melodie napoletane

Concerto a Taganrog
Domenica 6 Marzo 2016

Lino Vairetti terrà nei giorni precedenti dei convegni, work shop e seminari su argomenti di arteterapia e sulla musica prog nelle Università della regione di Rostov sul Don

Dopo i successi in Giappone, Mexico, Korea e in Europa, gli Osanna vivranno una nuova avventura musicale in Russia, precisamente a Taganrog e a Rostov dove il leader Lino Vairetti nello scorso novembre è stato protagonista come artista figurativo insieme ai salernitani Fratelli Enzo, Nando e Peppe Rosamila in una Mostra d’Arte Contemporanea nel Museo di Stato di Taganrog dal titolo “Seduzioni”, con un devoto omaggio ad Anton Checov nativo della città sulle rive del Don. Una serie di eventi, convegni, seminari e work shop in calendario nelle Università e nei Palazzi di Cultura faranno da cornice al Concerto che si terrà domenica 6 marzo 2016. Un concerto in cui il progressive rock degli OSANNA incontra il rock del gruppo russo locale BEZ-DNA. Una collaborazione nata nei giorni della mostra a Taganrog pochi mesi fa. L’attenzione delle Radio e delle Televisioni di stato, dei mass media in genere e delle autorità locali è davvero straordinaria come è di solito è offerta alle grandi stars internazionali e gli Osanna promettono un grande show in cui dal rock progressivo emerge in modo forte e determinante la melodia napoletana a 360 gradi. Non solo brani rock con testi in dialetto ma anche un medley di brani classici napoletani quali Fenesta Vascia, ‘O Surdato ‘Nnammurato, Io Te Vurria Vasà e anche il brano classico più conosciuto al mondo ‘O Sole Mio’, scritto nel 1898 dal giornalista e scrittore Giovanni Capurro e dal musicista Giovanni Di Capua che in quel periodo si trovava su quel territorio, e precisamente ad Odessa (allora vecchia Russia del Sud ‘’URS’’ e oggi Ucraina). Non mancherà, per l’occasione, un omaggio anche alla loro tradizione popolare con l’esecuzione del brano “Katyusha”, il cui testo, che parla dell’amore tra una fanciulla ed il suo innamorato sul fronte di guerra, è molto vicino al brano ‘O Surdato ‘NNammusato’. Ma l’obiettivo principale è quello di esportare una cultura partenopea moderna e poetica ma legata alla più ampia tradizione popolare della nostra straordinaria terra. Quella cultura che ha reso Napoli famosa nel mondo. E’ doverosa la citazione di Umberto Eco: “Senza l’Italia Napoli sarebbe più o meno la stessa; ma sena Napoli l’Italia non ci sarebbe”. “Palepolitana” nasce con questi presupposti e proprio come omaggio alla napoletanità, come esaltazione delle “eccellenze” artistiche, culturali, storiche, musicali e paesaggistiche di Napoli; è una vera e propria dichiarazione d'amore per la propria città esorcizzando tutti quei luoghi comuni che la vedono descritta come luogo di degrado, di violenza, delinquenza, illegalità e di camorra.
In Russia gli Osanna  (con Lino Vairetti e Sasà Priore), saranno portatori di un messaggio d'amore in difesa della propria terra, delle proprie radici e delle proprie tradizioni secolari, mettendo in risalto tutte le positività di una città orgogliosa del suo passato, del suo presente e del suo futuro. Una città che “è bella da morire” e che, senza tema di smentite, è da sempre la vera capitale del Mediterraneo. Da queste tematiche nasce il pretesto e il contesto poetico che da linfa al recente lavoro discografico del gruppo, per mettere in risalto, appunto, le numerose eccellenze che ha partorito e continua a partorire la città. Il nome “Palepolitana” nasce dall’ acronimo e fusione tra i termini Palepoli (quale nome storico della città di Napoli dopo il primitivo legato alla Sirena Parthenope) e Metropolitana (ovvero il treno underground del trasporto pubblico napoletano famoso in tutto il mondo per le sue straordinarie “stazioni d’arte contemporanea”). È un concerto live, quindi, dove accanto ai brani storici del gruppo, il repertorio sarà imperniato sul Concept Album “Palepolitana”, che racconta l’ ipotetica storia surreale di un personaggio a metà strada tra un uomo e un androide, che dalle onde del mare tra gli scogli di Megaride nel golfo di Napoli, bagnato da una tempesta di pioggia improvvisa, si rifugia nella metropolitana e scende velocemente sotto terra per raggiungere istintivamente una meta a lui sconosciuta e ignota attratto dal buio di una galleria. Come un rimando alla discesa di Enea negli Inferi del lago d’Averno descritta da Virgilio, in questo percorso si abbandona alle strane apparizioni di anime, fantasmi e “munacielli”, umori, realtà virtuali e figure oniriche che appartengono profondamente alla storia della città e si manifestano e si rivelano attraverso il sudore delle pareti delle viscere di questa terra profondamente ricca di sentimenti e sacralità ancestrali. Il treno corre, corre, corre nell’oscurità e ci porta a conoscere la vera anima napoletana. Questo è l’umore che sarà portato in forma poetica e musicale a Taganrog.


FRANK CADOPPI - NATO PER QUESTO


FRANK CADOPPI 
NATO PER QUESTO
(DREAMINGORILLA RECORDS)
E' uscito il 2 Febbraio per DreaminGorilla Records l'atteso album di Frank Cadoppi, cantautore rap proveniente da Parma. Ad anticipare l'uscita dell'album è stato il video de "La Luna E Altre Divagazioni".


FRANK CADOPPI

Frank Cadoppi, classe 1986, esordisce nel 2010 con "Alcool Rap: I Racconti Del Fiume", disco in cui cerca di conciliare la forma cantautoriale con le più classiche strutture musicali del rap. Il disco ottiene un buon successo, sia dal punto di vista della critica che del pubblico, ma l'autore è in cerca di sonorità estranee al panorama italiano e si ritira momentaneamente per fare ricerca con piccole formazioni non ufficiali con cui sperimenta percorsi differenti. A riportare in attività Frank Cadoppi, a distanza di cinque anni dal suo unico album, è Roberto Segreti, il quale, giovane producer proveniente dall'ambiente della techno e caratterizzato da gusti raffinati che guardano più all'Europa che all'Italia, riesce a fornire al nostro le basi per costruire una alternativa vera al classico modo di intendere il rap. Nel giro di pochi mesi vengono tirati già un notevole numero di pezzi e, proprio pescando fra questi, vengono selezionati i nove che compongono "Nato Per Questo", l'atteso ritorno discografico del cantautore rap emiliano.

"NATO PER QUESTO"
Con questo debutto Frank Cadoppi crea qualcosa di nuovo e unico in Italia. I nove brani proposti, infatti, costruiti su rime non convenzionali, temi fuori dall'ordinario e flow pacato e avvolgente, creano una nuova formula, basata sul combinare idee cerebrali a uno spoken word fluido e intellettuale. Ma non è finita qui. All'elettronica, infatti, c'è Roberto Segreti che, mescolando con gusto ed esperienza techno, ambient e pop, dà vita a un sound che fa dell'essere raffinato, colto ed estremamente attuale i suoi tre punti di forza. E, quindi, non resta che perdersi dentro i coinvolgenti mondi minimali di Non Dormo Per Tutti, nei caldi ritornelli di Indifferente o nell'incisività, soffocante, di Nato Per Questo. Ci sono le immense distese synth della fredda Pianura, la marzialità della tetra L'Ennesimo Venerdì Sera e gli inattesi riferimenti alla Sun Ra Arkestra (Il Ponte). Oppure la determinata ossessività di Parole Libere, l'introversione pensierosa di Musica Per Le Pareti e la sognante delicatezza della pacifica e accogliente La Luna E Altre Divagazioni.
Nove brani per un disco che non lascia proprio nulla al caso, nemmeno il packaging. La grafica, infatti, realizzata da Irene Alessandrino (architetto/designer), prevede due differenti immagini per la stampa del cd, ognuna in edizione limitata a 60 copie. La copertina del disco, invece, onirica e carica di tensioni simboliche (alla cui base c'è una rielaborazione dei tarocchi marsigliesi), rompe fortemente con il classico immaginario rap italiano, dando vita a uno scarto paradigmatico che colloca, inevitabilmente, l'intero lavoro su altre dimensioni.

BROKEN FRAMES-"Splendido Nulla"



BROKEN FRAMES
Splendido Nulla

“Splendido Nulla”, l’album di debutto dei Broken Frames


Band pugliese composta da Marco Simone (voce), Luca Nuzzo (batteria), Erasmo Solazzo e Walter Nuzzo (chitarre); i Broken Frames, dopo aver maturato una lunga esperienza sui palchi di tutta italiana, giungono al debutto con “Splendido Nulla”, album nel quale hanno raccolto otto brani originali, cantati in Italiano e caratterizzati da un taglio rock di matrice anglosassone. Grinta, freschezza ed impatto scenico, fanno di questa band una delle realtà più interessanti della scena musicale italiana, tanto per la ricerca sonora, quanto per la capacità di costruire melodie coinvolgenti ed appassionate. A finanziare il progetto è stata una fortunata campagna di crowdfunding su Musicraiser e un tour in giro per l’Italia come tribute band degli U2: “In oltre 70 serate ogni singolo centesimo guadagnato è stato reinvestito nella registrazione degli 8 brani che compongono l'album” – afferma la band– “Si tratta del frutto di un progetto lungo 4 anni; un sogno che ci sembrava irrealizzabile e che invece abbiamo costruito mattone dopo mattone, senza alcun appoggio discografico, grazie solo ai nostri sforzi ed a quelli di tutta la gente che ci seguiva e che ci segue tuttora”. Ad accompagnare l’uscita del disco è il videoclip del del primo singolo estratto dal disco, “In-Solitudine”, realizzato da Mediavision. Si tratta di un brano che ruota intorno al tema della schizofrenia: un male silenzioso che colpisce milioni di persone nel mondo e per cui spesso non esiste cura.

SPLENDIDO NULLA
Tracklist

1. Lo Splendido Nulla 4:36
(Nuzzo Walter / Nuzzo Walter, Simone Marco)
2. In–Solitudine 3:43
(Nuzzo Walter / Nuzzo Walter, Simone Marco)
3. Occhi Sconosciuti 3:53
(Solazzo Erasmo / Nuzzo Walter, Simone Marco)
4. La Stanza 3:47
(Solazzo Erasmo, Nuzzo Walter / Nuzzo Walter, Simone Marco)
5. Sul Ciglio Di Una Strada 4:06
(Solazzo Erasmo / Nuzzo Walter, Simone Marco)
6. L’errore 3:48
(Solazzo Erasmo, Nuzzo Walter / Nuzzo Walter, Simone Marco)
7. L’Incrocio 4:29
(Solazzo Erasmo / Nuzzo Walter, Simone Marco)
8. Tranne Te 4:12
(Nuzzo Walter / Nuzzo Walter, Simone Marco, Solazzo Erasmo)
Registrazione presso lo studio Mediterraneo di Santeramo in Colle (BA);
Progetto grafico Antonello Schiavarelli, Walter Nuzzo e samsastudio; fotografia di Annalisa D’Ambrosio – Mediavision



BROKEN FRAMES
Note Biografiche

I Broken Frames nascono in un freddo 21 Gennaio del 2008 e dopo alcuni cambi di formazione, nel 2011 il gruppo trova la quadratura del cerchio con l’attuale formazione, composta da Marco Simone alla voce, Walter Nuzzo alla chitarra, Erasmo Solazzo al basso e Luca Nuzzo alla batteria. Dopo i primi passi mossi come cover band, nel 2012 iniziano ad accarezzare l’idea di dedicarsi alla scrittura di composizioni originali, e così cominciano a prendere forma i primi brani, in lingua inglese, che nell’agosto 2012 gli consentono di vincere il titolo di migliore band inediti nella manifestazione "Santeramo Fa Rumore". Il 1° Ottobre 2012 viene dato alle stampe l’Ep di debutto omonimo della band, contenente tre brani ed accompagnato dal videoclip del brano “I Will Denounce You”. Durante le sessions in studio, la band registra anche un quarto brano, per la prima volta in lingua italiana, intitolato “In-Solitudine”, prima pietra del loro album di debutto “Splendido Nulla” del 2016.
A Febbraio 2013, per poter finanziare la realizzazione del primo album della band, viene avviata la U2 Tribute Night: un progetto speciale con cui i Broken Frames rendono omaggio al repertorio la band guidata da Bono Vox e con il quale mettono in fila oltre cento date in tutta Italia. Nel gennaio 2013, il brano inedito “Light Games” viene selezionato per essere incluso nella compilation “Free To Be Downloaded” della piattaforma Plindo.com, insieme ad altre nove band del panorama emergente italiano.
L'8 Giugno 2013, i Broken Frames sulla scia del successo della U2 Tribute Night si aggiudicano il premio come miglior Cover Band dell’Anno al festival delle cover band di Santeramo in Colle (Ba) e ad agosto 2013 entrano in studio per la seconda parte di sessions per la registrazione del loro primo album. Il 12 Settembre 2013 i Broken Frames pubblicano il loro primo singolo in italiano: "L'incrocio” nel quale viene evocata la figura del bluesman Robert Johnson, che si narra abbia venduto la sua anima al diavolo in cambio delle sue abilità musicali. Nel Settembre 2013 la band partecipa alla manifestazione Area Sanremo 2013 con il brano “In-Solitudine”. I tre giudici Ron, Dargen D’Amico ed Omar Pedrini, valutano l’esibizione della band con un voto medio di 8/10. Ad Aprile 2014, la band torna in studio per ultimare il suo primo album di inediti, registrando gli ultimi tre brani. Nel giugno 2014 il brano “Lo Splendido Nulla” viene selezionato tra i 12 brani finalisti del prestigioso Biella Festival.
Il 7 Aprile 2015 viene avviata la campagna di Crowdfunding per finanziare la stampa di 300 copie del disco di esordio della band, intitolato “Splendido Nulla”, che si conclude con uno splendido successo, raggiungendo il 117% dell’obiettivo! A giugno 2015 arriva, con grande sorpresa, la nuova selezione tra i 12 finalisti nazionali per la finale del prestigioso BIELLA FESTIVAL, grazie al brano “In-Solitudine”! Il 15 Giugno 2015, sempre grazie al brano “In-Solitudine” arriva la vittoria nell’ANSPI Music Festival di Gioia Del Colle.
Il 23 gennaio 2016, grazie al contratto con l’etichetta Digressione Music, i Broken Frames pubblicano il loro primo album “Splendido Nulla”, frutto di 4 anni di intenso lavoro e realizzano il loro sogno.


Ufficio Stampa

domenica 28 febbraio 2016

Le precisazioni di Gianni Leone


A TUTTI I NOSTRI ESTIMATORI, GLI APPASSIONATI DI MUSICA , I DISCOGRAFICI E GLI "ADDETTI AI LAVORI".

Il Balletto di Bronzo vuole chiarire bene, una volta per tutte la situazione che si è venuta a creare ultimamente onde evitare possibili equivoci futuri.
Dunque, da una parte ci siamo noi, il Balletto di Bronzo, il gruppo storico del progressive italiano che io, Gianni Leone, riformai nel 1995 e che da allora ha realizzato dischi, dvd e tanti concerti in Italia e all'estero; dall'altra c'è "Il Balletto di Bronzo di Lino Ajello e Marco Cecioni", gruppo nato recentemente attorno al progetto del CD "CUMA 2016 DC", composto dai due membri storici del Balletto, Lino Ajello e Marco Cecioni, e da giovani musicisti napoletani. Lino e Marco mi hanno chiesto di suonare e cantare come ospite in un paio di brani di questo loro cd - attualmente in uscita sul mercato - ed io l'ho fatto con piacere. In realtà, "CUMA 2016 DC" doveva essere IL NOME di questa loro nuova formazione.
Perché questa situazione "bizzarra"? Perché siamo amici e pensiamo che, così come per decenni hanno tranquillamente convissuto sugli scaffali dei negozi di dischi e nelle case dei nostri estimatori i due album "Sirio 2222" - della prima formazione - e "Ys" - della seconda (quella di cui ho fatto parte) - vogliamo essere pionieri anche in questo: pensiamo che sia possibile la convivenza di due gruppi dal nome molto simile (per mia gentile e amichevole concessione) ma con generi molto diversi, composti da membri storici delle due formazioni originali. Utopia? Illusione? Vedremo. 
Sì, riconosco che non è affatto semplice cogliere di primo acchito le differenze fra "Il Balletto di Bronzo" e "Il Balletto di Bronzo di Lino Ajello e Marco Cecioni" se ci si ferma a un semplice articoletto o recensione di poche righe, ecco il perché di questa precisazione "ufficiale". Nella storia della musica mai prima d'ora si era venuta a creare una situazione simile (due gruppi attivi nello stesso momento, con nome simile e generi diversissimi), ma, come ho già detto prima, ci piace sperimentare situazioni nuove. Il tutto, evitando di coivolgere... gli avvocati, quindi senza parcelle da pagare a nessuno!
Tutto è chiaro, adesso? Spero di sì.
Un saluto a tutti gli amici della musica!

 Gianni Leone e il Balletto di Bronzo




Nuova ristampa per "Quando il Rock divenne musica colta: Storia del Prog"


Nuova ristampa in arrivo - A soli cinque mesi dalla sua uscita, la casa editrice Chinaski Edizioni ha dovuto ristampare il libro Quando il Rock divenne musica colta: Storia del Prog, di Fabio Rossi, per esaurimento scorte.

I lettori di Mat2020 possono acquistare il libro direttamente dall’autore, al prezzo speciale di 12 euro spedizione compresa. Richiedetelo a:  redsfab61@alice.it


L’autore firmerà ogni copia, personalizzandola con una dedica.




sabato 27 febbraio 2016

Prog & Dintorni del 29 febbraio, di Gianmaria Zanier


Lunedì 29 febbraiosu www.radiovertigo1.com, dalle 18 alle 19, appuntamento settimanale con "Prog & Dintorni" condotto da Gianmaria Zanier.

La prossima puntata di Prog & Dintorni sarà l'occasione per fare un omaggio a Francesco Di Giacomo (nei giorni scorsi si è giustamente ricordata la sua scomparsa, avvenuta il 21 febbraio del 2014), a 40 anni esatti da splendidi brani del Banco del Mutuo Soccorso come "Il ragno" e "Si dice che i delfini parlino", contenuti nell’album “Come in un’ultima cena”. Nel corso della trasmissione, verranno trasmessi anche brani de La locanda delle fate e Alusa Fallax e non mancherà anche un ricordo di un altro grande della musica italiana: Lucio Dalla.






QuintaColonna-"Hr"


La QuintaColonna, alcune volte abbreviato in QC o VCol, è un gruppo rock italiano, nato nel 1992.

Il gruppo si afferma subito con uno stile unico e aggressivo: rock allo stato puro, con testi in italiano, connubio di tecnica ed energia. Un mix di chitarre graffianti e ritmi tirati, conditi da un’inimitabile voce, con idee e talento da vendere.

Uno dei produttori locali li scrittura per la registrazione di alcuni pezzi che ricevono un largo apprezzamento. La produzione dei primi anni è florida e interessante: pezzi struggenti (Il buio in una stanza), o trascinanti (Ti libererò) e dal raro impatto devastante, soprattutto live (In balia).
Qualche cambio di formazione dopo, compongono “Stai con me”, un pezzo da ascoltare tutto d’un fiato, apprezzandone le raffinate dinamiche e l’atmosfera, mentre continuano i concerti, sempre con un grande seguito di pubblico e di stampa.


Nel 2006 il gruppo pubblica “ERA”, il disco che raccoglie tutta la produzione degli anni ’90. “L’idea di fondo è che il disco potesse suonare come se fosse prodotto effettivamente in quegli anni, per cui abbiamo tenuto la postproduzione ad un livello minimo”, affermano.

La QuintaColonna ha pubblicato nel 2016 il suo secondo album di inediti, “Hr+”.

Hr+ contiene 11 pezzi originali: è un disco diverso da ERA, più... moderno, ma ugualmente dirompente!”, dichiarano.
Hr+ è anticipato dal singolo “In fuga per un po'...




La band è in procinto di lanciare il tour promozionale “accaerrepositivo: live”, a supporto del nuovo disco.




Youtube: QuintaColonnaOfficial
Twitter: QuintaColonnaOfficial

venerdì 26 febbraio 2016

MATTEO TUNDO: ZERO BRANE


MATTEO TUNDO
ZERO BRANE

Registrato nel 2014 e uscito a ottobre 2015 per l’etichetta di stanza a Berlino Aut Records, “Zero Brane” è il primo lavoro da leader del chitarrista Matteo Tundo, che segue l’autoproduzione Acatalepsy (Music Republic Production) del 2014.

Otto tracce originali di avant-jazz (fatta eccezione per un pezzo di Bill Evans, Twelve Tone Tune Two), composte in 3 anni di lavoro, guardando – soprattutto ma non solo – alla M-Theory di Stephen Hawking e ad alcuni principi della Fisica contemporanea, che danno anche il titolo al disco: con “Zero Brane”, infatti, si indica una “realtà senza dimensioni”.
«La lettera “M”» pare essere, inoltre, molto presente in questo disco, e «sta anche per "membrana", "matrice", "master", "madre", "mostro", "mistero", "magia", tutte parole qui rivendicate» come si scopre dalla scheda dell’etichetta.
Si possono aggiungere anche “Moonog”, “Mistakes” e “Mind” tratte dai titoli della tracce, il cui significato è – forse – ancora da sviscerare.

L’album vede, a fianco dell’autore, la partecipazione e il contributo di Emanuele Parrini (violino, viola), Piero Bittolo Bon (sax alto, clarinetto), Simone Graziano (Fender Rhodes), Matteo Giglioni (batteria), Alessio Riccio (elettronica): «Ho scelto questo organico per riuscire a muovermi facilmente da sonorità cameristiche ad altre più elettroniche, cercando il giusto equilibrio tra i suoni. Ho cercato di dare spazio al sax e al violino come strumenti solisti, mentre il rhodes e la chitarra costruiscono le trame sonore; il mio obiettivo primario era evitare ad ogni costo di produrre musica “chitarristica”.»

Intelligenza e attenzione compositiva, infatti, riescono a ben emergere da questa musica, che rifugge la pura cerebralità e, anzi, rivela un approccio acuto e al tempo stesso sensibile, lieve.


Racconta Matteo Tundo: “Ho registrato questo disco nel 2014 a Firenze presso Antimateria Lab. I musicisti che hanno suonato con me (alla chitarra) sono: Emanuele Parrini (violino, viola); Piero Bittolo Bon (sax alto, clarinetto); Simone Graziano (Fender Rhodes); Matteo Giglioni (batteria); Alessio Riccio (elettronica).
Ho scelto questo organico per riuscire a muovermi facilmente da sonorità cameristiche ad altre più elettroniche, cercando il giusto equilibrio tra i suoni.
Ho cercato di dare spazio al sax e al violino come strumenti solisti, mentre il rhodes e la chitarra costruiscono le trame sonore; il mio obiettivo primario era evitare ad ogni costo di produrre musica “chitarristica. Ho composto questi brani riflettendo su alcuni concetti di fisica, in particolare quelli che riguardano la teoria delle stringhe e la più recente M-Theory. Da tempo oramai sono interessato alla fisica, la lettura di diversi libri riguardanti l’evoluzione della teoria delle stringhe mi hanno spinto a cercare nella composizione musicale un modo di esprimere i concetti che avevo studiato.
La Zero Brane è una realtà priva di dimensioni, il più piccolo concetto matematico che la mente possa immaginare, totalmente differente dalla realtà che viviamo quotidianamente.
La Zero Brane è un concetto che ho provato a rappresentare in musica attraverso l’utilizzo dei battimenti acustici; nel brano che dà il titolo all’album, infatti, ho cercato di creare battimenti acustici in un tessuto sonoro fluido e in movimento.
Molti dei brani sono composti con un metodo di “inferenza”: ho usato cioè lo stesso materiale musicale per tutta la durata del brano, facendolo evolvere in forme sempre diverse; in questo modo ho cercato di ottenere una musica che scorra con fluidità pur trasformandosi. L’inferenza è un principio che è possibile applicare anche ai concetti di fisica. È stato un lavoro che mi ha richiesto all’incirca 3 anni.
Moonog è composto seguendo il principio dell’inferenza: il materiale si evolve in una struttura definita, nella quale si inseriscono parti di libera improvvisazione.
Idea è un brano dalle sonorità più aggressive, nel quale ho inteso creare una struttura complessa emulando l’idea di un processo elettrico cerebrale.
In Symmetries of the Universe ho voluto esprimere in musica il concetto della Supersimmetria dell’universo attraverso un’improvvisazione guidata da un grafico ad incrocio.
In Owls and Mistakes mi sono concentrato particolarmente sulla poliritmia e su una sonorità che lentamente da distesa e rilassata diventa più elettronica e tensiva.
Twelve Tone Tune Two è un brano dodecafonico di Bill Evans che ho voluto riarrangiare in modo più aperto, lasciando liberi i musicisti di utilizzare la partitura senza troppe costrizioni.
Thinking Mind è un altro brano che come Idea cerca in musica correlazioni tra il funzionamento del nostro cervello e le leggi che governano l’Universo.
Antimateria ha uno spartito molto preciso che ho composto facendo riferimento alle particelle di antimateria e al fatto che hanno la stessa forma di quelle della materia, essendone l’opposto. La partitura però, viene interpretata liberamente dai musicisti e viene usata come un consiglio musicale.


MATTEO TUNDO ZERO BRANE
1. Moonog
2. Zero Brane
3. Idea
4. Symmetries of the Universe
5. Owls and Mistakes
6. Twelve Tone Tune Two
7. Thinking Mind
8. Antimateria

LINE UP
Matteo Tundo (chitarra e composizioni)
Emanuele Parrini (violino, viola)
Piero Bittolo Bon (sax alto, clarinetto)
Simone Graziano (Fender Rhodes)
Matteo Giglioni (batteria)
Alessio Riccio (elettronica)

Durata 43:53
Tutte le tracce sono state composte da Matteo Tundo, eccetto Twelve Tone Tune Two (Bill Evans).

Zero Brane è stato pubblicato da Aut Records, etichetta tedesca che ha sede a Berlino, il 19 Ottobre 2015; è stato prodotto da Matteo Tundo e Aut Records.


Trailer del disco: vimeo.com/142242210
di Dominik Wagner, Kollektive Wahrnehmung

Il progetto dal vivo: https://youtu.be/6K5Fpmw3N0U


Biografia
Matteo Tundo nasce a Potenza il 21 agosto 1992, si avvicina alla musica all’età di 14 anni. Nel 2010 è stato ammesso al Conservatorio Gesualdo da Venosa di Potenza al corso di chitarra classica. Nel 2011 si trasferisce a Firenze dove inizia il triennio di chitarra jazz al Conservatorio Luigi Cherubini e contemporaneamente frequenta per un anno i corsi da diploma di Siena Jazz. Prende parte ai seminari jazz di Orsara e frequenta le masterclass di improvvisazione elettroacustica tenute da Esther Lamneck, suonando con Multimedia Ensemble e con l’Mnt Florence Ensemble. Nel 2014 segue il corso di Creative Coding presso “Tempo Reale” di Firenze e il laboratorio collettivo di improvvisazione creativa tenuto da Francesco Giomi. Nel 2015 è ammesso al Biennio di Musica e Nuove Tecnologie sempre a Firenze. Ha pubblicato album con Smooth Streets Project e Serial Experiments.
Ha pubblicato come leader nel 2014 Acatalepsy (Music Republic Production): album autoprodotto di musica elettronica sperimentale e nel 2015 Zero Brane (Aut Records), con Emanuele Parrini, Piero Bittolo Bon, Simone Graziano, Matteo Giglioni e Alessio Riccio.


Contatti
Matteo Tundo
Tel: 3404575273


Addetta stampa per il disco:
Alessandra Trevisan
Tel: 3403829357

Ezio Guaitamacchi presenta la nuova TELEVISIONE MUSICALE: www.jamtv.it


È online su www.jamtv.it
la nuova TELEVISIONE MUSICALE di Ezio Guaitamacchi
dedicata agli appassionati di rock e dintorni

È online su www.jamtv.it, JAM TV, la nuova televisione musicale diretta da Ezio Guaitamacchi e dedicata a tutti gli appassionati di rock e dintorni. La web tv nascerà come evoluzione del magazine JAM-viaggio nella musica che, per 20 anni, è stato uno dei mensili di riferimento in Italia per cultori e appassionati di musica.

«La musica e la televisione sono, da sempre, due grandi passioni tanto da essere diventate parti integranti della mia vita professionale. Il progetto JAM TV si colloca nel punto esatto in cui esse si incrociano – spiega Ezio Guaitamacchi - Sono felice e orgoglioso di dare vita a questa nuova iniziativa editorial-musicale con uno staff di ragazzi giovani, entusiasti e motivati, tutti diplomati al Master in Giornalismo e Critica Musicale del CPM che dirigo dal 2003».

JAM TV è divisa in rubriche, spazi ad hoc e on demand aggiornati quotidianamente con l’obiettivo di approfondire la storia del rock, informare sulle ultime novità discografiche italiane e internazionali, far conoscere gruppi e artisti con interviste e ‘faccia a faccia’, svelare i dietro le quinte del music business e i suoi protagonisti, far scoprire le nuove realtà emergenti, proporre live inediti e filmati storici. Le sigle di ogni rubrica (classici del rock rivisitati “a cappella") sono state realizzate dal pluripremiato vocalist Boris Savoldelli.

Questo il palinsesto:
LA STORIA DEL ROCK, DAY BY DAY di Ezio Guaitamacchi
Quella del rock è una grande storia fatta di piccole storie. Ezio Guaitamacchi fruga nei suoi archivi per raccontare aneddoti, fatti e “leggende” accaduti anni prima e, giorno per giorno, celebra anniversari “sui generis” illustrandoli con video selezionati ad hoc.

I ROCKFILES DI LIFEGATE di Ezio Guaitamacchi
Dal 2005, uno dei rock show radiofonici più longevi e più apprezzati dagli appassionati, i RockFiles di LifeGate diventano anche una rubrica tv. Una sorta di versione “ristretta” che viene registrata al T.O.M.-The Ordinary Market di Milano, “la casa dei RockFiles”: parole e musica per raccontare gli artisti ospiti e le loro canzoni.

JAMMIN’@JAM
Mini live acustici registrati negli studi della JAM TV in cui gli artisti ospiti (circondati da 25.000 cd, libri, quadri, chitarre, manifesti e memorabilia rock) presentano i loro nuovi lavori e regalano una cover di un “classico” del rock.

YOUNG GUNS, GIOVANI TALENTI di Francesco Taranto
Un giovane giornalista/DJ scova i migliori talenti “non da talent” della scena italiana, li incontra e li invita a suonare (spesso in chiave acustica). Una vetrina per artisti “altri” e per chi ha davvero qualcosa di nuovo da proporre.

INCONTRI RAVVICINATI a cura della redazione di JAM TV
A tu per tu con gli artisti più interessanti della scena italiana e internazionale, per conoscere i loro nuovi lavori ma anche il loro background. Gli ospiti si raccontano alle telecamere della JAM TV in una sorta di originale autoritratto.

TUTTI GLI UOMINI DEL MUSIC BUSINESS di Ezio Guaitamacchi
Discografici, produttori, manager, editori musicali, promoter, uffici stampa e tutti gli addetti ai lavori del mondo della musica di mettono a nudo, spiegando la loro professione, svelandone i segreti, raccontando il bello (e il brutto) di una “vita di passione”.
Montate in modo serrato, con le domande di Ezio Guaitamacchi fuori campo, le interviste di questa rubrica vogliono fare luce sul “lato oscuro” del Music Biz.

THE CLIP OF THE WEEK di Jessica Testa
Una giovane musicista seleziona il meglio della scena internazionale proponendo ogni settimana un filmato da non perdere.

JAMBALAYA – A week Of Rock a cura della redazione di JAM TV
Il meglio delle rubriche introdotto da Ezio Guaitamacchi per dar vita a un vero e proprio magazine di informazione e cultura musicale su base settimanale.

Le attività di attualità, informazione e approfondimento musicale del sito www.jamonline.it (aggiornato e implementato) continueranno all’interno della JAM TV con la quale è perfettamente integrato.

Il supporto di Hoepli, una delle più antiche e prestigiose case editrici italiane, LifeGate, il medium di chi coniuga qualità musicale con sensibilità ambientale, e CPM (Centro Professione Musica), la più importante scuola di musica fondata e diretta da Franco Mussida, garantiscono alla web tv ulteriori possibilità di sviluppo. JAM TV si avvale inoltre della partnership tecnica di Promovideo srl, azienda da anni presente e attiva sul mercato delle produzione televisive.

Giornalista e critico musicale, autore e conduttore radio/tv, scrittore, musicista, docente e performer, Ezio Guaitamacchi nella vita fa un sacco di cose divertenti. Quando non dirige le attività di JAM, non trasmette sulle onde di LifeGate, non insegna al CPM, non scrive un saggio sul rock, non è sul palco o davanti a una telecamera a raccontare i suoi “RockFiles”, legge gialli e biografie di rockstar, guarda Fox Crime, gioca a tennis e tifa Milan. Dopo aver diretto case editrici e collane di libri musicali, ha pubblicato una quindicina di saggi sul rock tra cui “1000 canzoni che ci hanno cambiato la vita” (Rizzoli), “Figli dei fiori figli di Satana” (Arcana), “100 dischi ideali per capire il rock” (Editori Riuniti), “1000 concerti che ci hanno cambiato la vita” (Rizzoli), “Delitti Rock” (Arcana) e “RockFiles – 500 storie che hanno fatto storia” (Arcana). Nel 2011, i suoi “DELITTI ROCK” sono diventati un programma tv per RAI 2, condotto da Massimo Ghini. Nel 2013, dopo aver scritto il primo ‘rock thriller’ italiano, “Psycho Killer – Omicidi in Fa maggiore” (Ultra), è tornato sulle strade del rock. La sua “Storia del Rock” (Hoepli, 2014) è la prima pubblicata in Italia e ha dato il via a una nuova collana “musica” per Hoepli.