domenica 31 gennaio 2016

VINICIO CAPOSSELA: “CANZONI DELLA CUPA”


IL 4 MARZO ESCE “CANZONI DELLA CUPA”

Il nuovo disco di VINICIO CAPOSSELA

E’ online su YouTube il video del brano

“IL PUMMINALE”


A cinque anni di distanza dall’ultimo disco, torna VINICIO CAPOSSELA. Il 4 marzo esce il doppio album “CANZONI DELLA CUPA” (prodotto da La Cùpa/distribuito da Warner Music), un’opera originale in cui l’artista esplora quel territorio giacimento di culture, racconti e canti che hanno ispirato il suo ultimo romanzo, “Il Paese dei Coppoloni”. Un mondo che la Storia ha seminterrato, ma che fa sentire l’eco e il suono se gli si presta orecchio e ci si dispone al sogno, come lo ha definito proprio Capossela.

“Canzoni della Cupa” è composto da due lati, Polvere e Ombra.

Il lato della Polvere è fatto di canzoni esposte al secco, al lavorio della polvere, dalla terra in cui affondano le radici questi canti. Il lato in Ombra è quello dei presagi e dell’inconscio, degli uccelli che volano la notte, del racconto che desta meraviglia e inquietudine.

Da questo lato d’Ombra appare il primo brano estratto dal doppio album, “IL PUMMINALE”, dal nome che la cultura popolare dava all’antico Licantropo, il cane mannaro, che misura guardando alla luna l’ampiezza della sua solitudine. “Il Pumminale” è ispirato a una delle doppie anime dell’uomo che la cultura popolare - dove più labile era il confine tra Realtà e mondo della Verità - ci ha abituato a conoscere. Un mondo in cui non c’è distinzione netta tra umano e animale, in cui tutta la natura è espressione della divinità e per questo inconoscibile, se non con l’esperienza diretta.

Da venerdì 29 gennaio è online sul canale YouTube ufficiale di Vinicio Capossela (https://www.youtube.com/user/viniciocapossela) il video del brano, un vero e proprio corto girato in Irpinia dal regista americano Lech Kowalski, figura di culto nella scena cinematografica underground.

Alla pubblicazione del disco seguirà un lungo tour in tutta Italia, le cui date saranno annunciate la prossima settimana.



Simone Gianlorenzi-"About Her"

About Her Live!
Simone Gianlorenzi
Maqueta Records

Mercoledì 27 Gennaio 2016 alle 21,30, in occasione dell’uscita su tutti i digital store del suo primo disco da solista, About Her, il chitarrista Simone Gianlorenzi è salito sul palco del Planet Club di Roma (www.planetroma.com) per suonare live le tracce dell’album, già uscito in formato fisico cd per la Maqueta Records il 3 Ottobre 2015.
L’album in poco tempo ha riscosso un notevole successo di critica e di pubblico ed ha permesso a Gianlorenzi di “conquistare” la nomination best Italian Guitarist nella lista Best of 2015, stilata dal noto portale guitarlist.it, grazie proprio ad About Her definito album rivelazione dell’anno.

Ad accompagnare Gianlorenzi sul palco un accoppiata ritmica di tutto rispetto: Matteo Di Francesco alla batteria e Pino Saracini al basso, special guest l’elettronica live di Emiliano Torquati.
La band, reduce dal successo dell’incandescente performance all’evento Elettrika Guitar festival di Roma di Dicembre, ha riproposto live tutte le tracce del disco, arricchendo la performance con un brano inedito, presentato in anteprima, jam live e qualche omaggio ai grandi della chitarra.

A conclusione dell’evento, dopo il concerto, è stato proiettato in esclusiva il videoclip del brano Seasons (Stagioni) tratto da About Her, un animated music video prodotto dalla Kaderby Media srl che racconta la vita di Gianlorenzi.
Un video biografico, in cui il protagonista rivede se stesso mentre attraversa le ‘Stagioni’ dei suoi primi 40 anni: il piovoso autunno dell’adolescenza, in cui tutto è bruscamente interrotto e tipicamente incompiuto; il freddo inverno della prematura maturità, in cui un duro incidente lo costringe a riflettere e a parlare di vita troppo presto; l’attesa primavera del risveglio, in cui sboccia la passione per la musica e per la chitarra; la calda estate dell’ardore, in cui il caso, la sabbia e le vele lo conducono ad incontrare l’amore.
Un ciclo di vita, che lo porta a riprendere ciò che era stato interrotto, a compiere l’incompiuto.


Gianlorenzi festeggerà così i suoi primi quarant’anni in musica suonando sul palco e brindando l’inizio di una nuova era artistica .
Un evento assolutamente da non perdere per tutti gli amanti della chitarra, e della musica rock in generale.
About Her

Uno dei suoni che amo di più della chitarra elettrica è quello del delay, non poteva essere altrimenti visto il mio amore sfrenato e spudorato per gli U2 di The Edge. About Her è un titolo semplice quanto pieno di significato, il significato che per me ha la vita.
La parola Delay italianizzata diventa Di Lei che tradotta nuovamente in inglese diventa About Her. Ebbene si, questo album parla Di Lei, della mia famiglia, della mia compagna, di mia sorella, della passione, della chitarra, della musica.
Tutte le cose che hanno un senso nella mia vita sono al femminile ed ogni singola nota di questi otto brani parla Di Lei, in tutte le sue forme.
Quello che suono sono, e quello che sono lo devo a Lei, alla famiglia che mi ha cresciuto così, alla mia compagna che mi ha insegnato a vivere, a mia sorella senza di cui non avrei avuto una famiglia, alla chitarra che mi ha salvato la vita, alla passione che mi fa continuare a vivere, alla musica che mi ha dato un mondo in cui vivere.
La musica che ascoltiamo, viviamo, studiamo e suoniamo vive dentro ogni musicista, si unisce al vissuto emotivo e artistico, prende una linfa vitale nuova e, consapevolmente o no, esce fuori dopo esser stata filtrata dal gusto, dalla sensibilità e dal carattere. Si crea così quello che potrebbe definirsi lo stile unico che contraddistingue ognuno di noi. In questi otto brani ci sono io.

Con queste parole Simone Gianlorenzi, chitarrista professionista italiano introduce il suo primo album solista dal titolo About Her pubblicato nel 2015 dalla Maqueta Records. L’album contiene otto brani strumentali che spaziano tra  vari generi musicali senza perdere mai la grinta e la passione del rock. Leggendo i nomi delle tracce, così come ascoltandoli, non è difficile trovare riferimenti più o meno espliciti ai grandi nomi della chitarra mantenendo sempre una certa originalità e personalità. C’è il rock tecnico ed energico di Eddie Van Halen, Steve Vai o Joe Satriani, quello più pop di U2 e Tears for Fears, e persino quello più elettronico dei Depeche Mode e di Bjork. Il Reggae malinconico di Bob Marley e il lirismo di David Gilmour fino ad arrivare al noise dei Nine Inch Nails, all’alternative dei Radiohead o dei Muse, alla psichedelia vagamente beatlesiana. Atmosfere rarefatte, suoni lunghi e spaziosi contrapposti a ritmiche serrate ed energiche.
Che siano chitarre d’atmosfera accarezzate o chitarre energiche infuocate di rock Gianlorenzi mantiene sempre uno stile e una voce personale sullo strumento sia come esecutore che come compositore.
Elemento chiave di questo album è proprio la concezione della chitarra che è assolutamente lo strumento protagonista, come ci si aspetterebbe da un disco di un chitarrista, ma senza essere inutilmente predominante lasciando con rispetto il giusto respiro alle composizioni. Non un album claustrofobico di chitarra, ma un album di musica godibile anche dai non chitarristi amanti della chitarra e della musica strumentale.
Tutti i brani sono firmati da Gianlorenzi che ha anche curato personalmente tutti gli arrangiamenti, ad eccezione di Bob (Rasta Lights) che vede la partecipazione di Valter Vincenti all’arrangiamento della sezione Reggae/Dub. Preziosa la collaborazione di Fernando Alba come consulente artistico e degli arrangiamenti e di Alessandro Paolinelli come produttore associato e dei musicisti tutti di primo piano della scena musicale italiana: Marco Rovinelli alla batteria, Pino Saracini, Pierpaolo Ranieri e Mario Guarini che si alternano al basso.
Impreziosiscono l’album il missaggio di Fabrizio Simoncioni (57 dischi di platino venduti in tutto il mondo) e il mastering del leggendario ingegnere londinese Kevin Metcalfe (Queen, Depeche Mode, David Bowie, Jeff Beck…).


Simone Gianlorenzi - Biografia

Simone Gianlorenzi, professionista dal ’97, è un chitarrista versatile che si muove in vari ambiti, pop, rock, blues, funk, jazz e hard rock con un’attitudine maggiormente orientata verso il rock.
Da sempre svolge un’intensa attività didattica che negli anni lo ha portato a collaborare con alcune tra le più principali strutture didattiche italiane: Lizard, Università della musica, Percentomusica, Sonus Factory, Tour Music fest, Roma Rock School, Centro Ottava.
Dal 1999  è uno dei principali collaboratori della rivista Chitarre firmando centinaia di articoli didattici, trascrizioni, interviste e test strumenti. Per due anni è stato responsabile della parte didattica della rivista. Tiene inoltre numerose clinic didattiche e dimostrative in scuole di musica, negozi di strumenti musicali e fiere di settore.
Ha registrato tre DVD didattici per la Playgamemsuic: Suonare nello stile di Blackmore, Suonare nello stile di Van Halen e Il Legato.
Apre i concert di Steve Vai, Kee Marcello e Vinnie Moore e collabora come assistente alle clinic di Scott Henderson, John Scofield, Carl Verheyen, Kiko Loureiro.
Svolge inoltre un’intensa attività live suonando live e/o in studio e/o in tv con, Gerardina Trovato, Gemelli Diversi, Stefania Orlando, Anna Oxa, Briga, Loredana Errore, Delirium, Mamma Mia (musical), Daniele Luttazzi, Noemi Smorra Max Paiella, Gianna Chillà, Andrea Febo, Martha, Nina Monti, Fernando Alba ed altri.
Partecipa come musicista a diversi programmi televisivi: Amici e Italia’s got talent (Canale 5), Le Iene (Italia uno), Markette (La7), I Fatti Vostri (Raidue), Matineè (Raidue), La vita in diretta (Raidue), festa Italiana (Raiuno) Cominciamo bene (Raitre), Il tappeto volante (Canale Italia), Festivalshow 2008 e 2009 (3 Channel - Sky).
Collabora in studio con Cesare Chiodo, Toto Torquati, Paolo Buonvino, Francesco Morettini, Euro Ferrari, Fabio Dolci, Bob Masala, Ezio Zaccagnini, Gary Kelly, Emanuele Bossi, Giancarlo Russo, Emiliano Torquati, Fernando Alba e altri per produzioni discografiche, colonne sonore e spot pubblicitari. Simone Gianlorenzi usa chitarre Yamaha, effetti Line 6, amplificatori Mezzabarba e corde D’Addario.


Rassegna Stampa

“ […] Con About Her Simone Gianlorenzi ha voluto mettere in campo senza mezzi termini tutta la vasta esperienza accumulata in vent’anni di approfondimento dello strumento, di serate, d’insegnamento, dichiarando apertamente i suoi riferimenti e i suoi eroi personali. Espliciti i titoli di pezzi come “Mr. The Edge”, “Depeche Mood”, “Selfie with the alien”, ma le figure di Van Halen, Vai o Gilmour si materializzano altrettanto chiaramente fra le note suonate, in un caleidoscopio che denuncia gusti musicali larghi e variegati, dai Beatles al rock più “ignorante”, da Bob Marley ai Nine Inch Nails. Una quantità di chiacchiere per cercare di spiegare che non si tratti della solita cartolina di presentazione dello strumentista di turno, ma di un album basato su musica vera, suonato e arrangiato con grande maestria. Gianlorenzi dimostra di essere uno dei migliori chitarristi in circolazione in Italia grazie alla sempre notevole padronanza dello strumento e al gusto che contraddistingue sempre il suo fraseggio, le linee melodiche, la ritmica attenta. Particolare menzione per l’abile orchestrazione eseguita sempre con le chitarre sull’efficace base ritmica offerta da Marco Rovinelli alla batteria e da una rosa di ottimi bassisti. […]”  Chitarre magazine - Settembre 2015


“Chitarrista dotato di una tecnica letteralmente sopraffina ed allo stesso tempo di un tocco raffinato che trasuda un’appassionata attività, Simone Gianlorenzi ci regala in occasione di questo suo debutto solista un’opera che si presta a molteplici chiavi di lettura. Da una parte c’è l’esteta della sei corde, che tuttavia non si perde mai nella compiaciuta auto contemplazione della propria arte e dall’altra troviamo invece un poeta capace di esprimere attraverso il fluire delicato delle note un universo di colori ed emozioni che riflette in pieno una vivace vena creativa.About Her, con i suoi dosati giochi di citazioni che spaziano da Edge degli U2 a Satriani, passando attraverso echi progressive o ammiccamenti all’elettronica colta, è un tributo artistico a fantasia e creatività lasciate libere di esprimersi liberamente, a disegnare scenari variegati che non smettono di incuriosire anche dopo ripetuti ascolti, svelandosi poco a poco e manifestando la propria natura cangiante in maniera intelligente e coinvolgente. Una vera e propria sorpresa, per la gioia dei cultori dei virtuosismi così come degli appassionati di quel tipo di musica che proviene direttamente dal cuore.”   Rock Hard magazine - Dicembre 2015


“Diciamolo subito, noi invidiamo Simone Gianlorenzi, e neanche poco. […] perché ha una dote davvero poco comune: quella, cioè, di essere un autentico virtuoso della chitarra riuscendo a non apparirlo. Proponendo, insomma, la propria perfetta tecnica delle 6 corde come se fosse la cosa più facile, quindi alla portata di tutti, che esista al mondo. Per chi invece, come chi vi scrive, si è dilettato dello strumento senza riuscire mai ad affinarsi più di tanto, questi sono smacchi autentici: uniti ad ammirazione pura e, come detto, infinita invidia. […] “About her" è appunto il suo esordio: tardivo, forse, ma straordinariamente centrato, grazie ad 8 episodi interamente strumentali che, a differenza di parecchi dischi ''colleghi'', non annoia proprio mai. Come se la voce della sua chitarra fosse la più bella tra le voci, rendendo vana ed inutile la presenza di qualsiasi altra voce, compresa quella umana. Già il titolo dell'opera è tutt'altro che casuale: uno dei suoni che Simone ama di più della chitarra elettrica è quello del delay […]. La parola ''delay'' italianizzata diventa così ''Di Lei'' che, tradotta nuovamente in inglese, diviene appunto ''About Her''. Disco più che notevole, insomma, e nel quale i giochi di parole non sono assolutamente finiti, da ''Depeche Mood'' […] fino a ''Bob (Rasta Lights)'', con le sue centrate ambientazioni reggae, fino a ''Rockstarwannabe'', probabilmente il brano migliore in assoluto del lotto. Un album pienamente raccomandabile, in buona sostanza, da consigliare non solo a chi si diletta dell'arte delle 6 corde. […]” Music Map - Dicembre 2015


[…] Ascoltare About Her” però è il modo migliore per avere la perfetta visione (e ascolto) di come le sue dita sappiano essere maestre eleganti, di uno stile che produce qualcosa di rock che ribolle di fusion, blues, hard rock. Gianlorenzi ha un sound pulito ma intenso, intarsiato di melodie e il cui dinamismo è qualcosa che sembra un flusso possente e libero. Nothing’s Gonna Change My World” è forse ciò che per il sottoscritto descrive meglio di tutti gli altri brani strumentali, del quale About Her” è esclusivamente composto. Come ad esempio “Depeche Mood”, canzone grintosa che suona come un omaggio a voi sapete bene chi e Bob (Rasta Lights)” che si avventura nel reggae. I risvolti progressive di Gianlorenzi sono scorrevoli e il suo stile risplende di pulizia e ricchezza di note. L’arte di Gianlorenzi è fatta di suoni sorretti da equilibrio.” metalhead.it - Gennaio 2016

[…] About Her è un viaggio musicale lungo otto canzoni, gradevole e articolato, che si ancora a radici hard rock/metal dimostrando carattere, grinta e tecnica da vendere ma senza mai strafare, senza mai abbondare in nulla. Tanto spazio è dato qui alla melodia, ai ritmi e ai passaggi orecchiabili che (quasi come ci fosse un ritornello) allontanano la ripetitività e attraggono il gusto dell'utente, calamitandolo nell'ascolto più passionale, sentito e vivo. La chitarra, certo, è l'elemento principale di questa musica, ma gli arrangiamenti e le ambientazioni sonore dei pezzi sono altresì fondamentali alla buona/ottima riuscita del platter, che fila via leggero e facile, gustoso e sempre ricco di colpi di scena, oltre che di sussulti emotivi.      

Eccezionali, infine, i suoni di produzione e il mastering, che colorano di sfumature le note magiche delle corde del musicista, lanciando verso il cielo il songwriting solare di Gianlorenzi. Imperdibili diventano così canzoni come Mr. Edge e Viola, con Nothing’s Gonna Change My World che si eleva per l'uso eccelso del delay, vero punto di forza (e preferenza sempre citata) del chitarrista. Ottima anche la finale Selfie With The Alien, che chiude in bellezza un disco tra hard rock e metal, ricco di influenze e sfacettature, imperdibile presenza nelle collezioni degli appassionati di rock strumentale. Consigliato!” rock-metal-essence.com - Gennaio 2016

sabato 30 gennaio 2016

“A NOI CI PIACEVA IL BLUES”-Antonio Tricomi e Giorgio Verdelli


Hello,
siete tutti invitati alla presentazione del libro

A NOI CI PIACEVA IL BLUES”- Martedì 2 febbraio ore 20,30 - Teatro Palladium

 Reading musicale per un racconto a più voci  della Napoli creativa dagli anni 70 ad oggi

Oltre agli autori, Antonio Tricomi e Giorgio Verdelli, interverranno con parole e musica Toni Esposito, Daniele Sanzone, Beppe Lanzetta, Patrizio Trampetti, e Lino Vairetti con gli Osanna versione unplugged.

Ingresso gratuito, fino ad esaurimento posti…

il Teatro Palladium si trova in Piazza Bartolomeo Romano, 8 (Roma) – Garbatella

Non perdetelo...
WK

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Con gli autori Antonio Tricomi e Giorgio Verdelli  e la partecipazione straordinaria di Toni Esposito, Lino Vairetti (Osanna), Patrizio Trampetti (ex NCCP), Daniele Sanzone (A 67), Peppe Lanzetta e Claudio Velardi e dei docenti prof. Vito Zagarrio e prof. Luca Aversano
Martedì 2 febbraio Antonio Tricomi e Giorgio Verdelli porteranno al Teatro Palladium di Roma il loro A noi ci piaceva il Blues ovvero tutte le strade portano a Memphis: un reading musicale che vedrà protagonisti alcuni dei contributors del testo (edito da Reality Book), per un racconto a più voci della Napoli creativa, dagli anni 70 ad oggi, di quel frammento di storia di Italia e della musica che ha segnato intere generazioni.
Interverranno, con parole e musica: Toni Esposito, Daniele Sanzone (A 67), Peppe Lanzetta, Claudio Velardi, oltre a Lino Vairetti (Osanna) e Patrizio Trampetti (ex Nuova Compagnia Canto Popolare) che per la prima volta si esibiranno insieme dando vita ad un viaggio musicale che spazierà dal progressive al folk, passando per il blues.
Insieme a loro, saliranno sul palco di questa inedita lezione-spettatolo anche i docenti del Dams dellUniversità Roma Tre, Vito Zagarrio e Luca Aversano.
Ingresso libero fino ad esaurimento posti.
Edito da Reality Book per la collana Bagaria, A noi ci piaceva il Blues vanta la prefazione di Maurizio De Giovanni. Attorno al filo narrativo imbastito dai due autori, tanti i contributi preziosi di personaggi come Enzo Avitabile, Luigi Caramiello, Gianfranco Coci, Enzo Decaro, Tony Esposito, Peppe Lanzetta, Dino Luglio, Mario Martone, Francesco Patierno, Sandro Ruotolo, Daniele Sanzone, Patrizio Trampetti, Graziano Uliani, Claudio Velardi, e le immagini di Tita Pitteri e Lino Vairetti che hanno messo a disposizione i propri archivi fotografici.
Una sorta di educazione sentimentale e musicale di una generazione che al piombo degli anni 70 preferì il vinile e ancora non ha smesso, tra la Napoli vissuta, lAmerica sognata  e il blues come stato danimo collettivo.
A noi ci piaceva il Blues si legge come un racconto, o come le note di copertina  della nostra compilation ideale. Ma è soprattutto una guida alle emozioni che la musica ci ha regalato in questo straordinario angolo di storia racchiuso tra due millenni.
La storia del libro inizia tre anni fa, ma sarebbe ipocrita negare che l’urgenza interiore di portare a termine il lavoro si è materializzata in quella maledetta notte tra 4 e 5 gennaio 2015. La notte che si è portata via Pino Daniele. A partire da quella formidabile emozione collettiva gli autori, come in un flash-back, ripercorrono  quello che un tempo sarebbe stato un romanzo di formazione.  Un viaggio musicale da Napoli a Los Angeles, passando per Memphis. Perché è a Memphis che  portano tutte le strade. Le strade del blues
Antonio Tricomi, giornalista professionista, lavora dal 1990 per la redazione napoletana di Repubblica di cui è attualmente vicecaposervizio (cultura, spettacoli, sito web).

Giorgio Verdelli, da oltre trentanni sulle scene radiofoniche e televisive prima partenopee poi nazionali, è autore e regista di Unici, il programma di Rai2 dedicato alle eccellenze dello  spettacolo. Un suo filmato su Solomon Burke è nel repertorio dellartista nella Rock’’n’Roll Hall of  Fame.


venerdì 29 gennaio 2016

PROGROCK FESTIVAL: CLOSE TO THE MOON, di Wazza


Wazza ci racconta e commenta…

Tanto di cappello a chi organizza questo festival, sembra una locandina degli anni '70 come  a leggere la tipologia dei partecipanti (e spero di venirci!!!)
Ma come diceva il "buon" Lubrano "la domanda sorge spontanea", ma possibile che non ci fosse spazio per qualche gruppo italiano?
E anche se il progetto nasce come festival per soli gruppi stranieri si poteva fare una "Prog Exhibition" al contrario, cioè, ogni gruppo "ospitava" un musicista italiano. Esempio: Vittorio Nocenzi con i Procol Harum, Franz di Cioccio con Adrian Belew Trio, Lino vairetti con i Caravan, Bernardo Lanzetti con i Family, Aldo Tagliapietra con Rick Wakeman, Jenny Sorrenti con gli Hawkwind, Patrizio Fariselli con i Soft Machine, Miki Dei Rossi con i Focus... si può continuare all'infinito.
Sicuramente avrebbe avuto un impatto maggiore, e sarebbe stato un giusto riconoscimento ai nostri musicisti, che non hanno niente da invidiare ai colleghi stranieri, ma noi le nostre bellezze, come ha dimostrato il nostro governo... siamo abituati a "coprirle".

WK

giovedì 28 gennaio 2016

Mattia Gosetti: "Il Treno Fantasma", la nuova opera rock


E' disponibile il trailer della nuova Opera Rock Sinfonica prodotta da
Mattia Gosetti (Sirgaus) dal titolo "Il Treno Fantasma".

Visitando il seguente link https://youtu.be/l7LHocMApk8 sarà possibile avere un'idea concreta di quella che sarà la nuova produzione di Gosetti, dopo il successo de "Il Bianco Sospiro Della Montagna". Il cast è composto dallo stesso Mattia Gosetti coadiuvato da Sonja Da Col, Andrea Sonaglia, Denis Losso, Matteo Scagnet, Mauro Baldisera, Michaela Donerkcamp, Salvatore Bonaccorso. La parte strumentale, vedrà Mattia Gosetti suonare il basso, Marco Biasin e lo stesso Gosetti le chitarre, Salvatore Bonaccorso la batteria. La cover invece è opera di Andrea Sonaglia.

Per ulteriori informazioni: www.facebook.com/sirgaus





The Rideouts - Heart and Soul


The Rideouts - Heart and Soul

Terzo capitolo discografico per la band triestina, 11 pezzi tra raffinate ballate e pezzi rock blues che si rifanno alle sonorità della musica anglo-americana anni ’60.

Genere: rock - pop - blues - garage
Label: Auto-produzione
Distribuzione digitale: CdBaby

«Musica essenziale, vera, sincera, suonata appunto con il cuore e con l’anima. Viviamo in un’epoca “plastificata”, piena di sovrastrutture del tutto inutili che ci fanno perdere il contatto con la realtà. Penso che basti accendere la TV cinque minuti per renderci conto che siamo esposti a tanta finzione». M. Scherbi
Heart and Soul: tanto cuore e tanta anima nel nuovo disco dei Rideouts, altro importante capitolo per la band fondata nel 2003 tra Trieste e Liverpool dal cantante e chitarrista Max Scherbi. Oggi lo accompagnano: Andrea Radini alla chitarra, Michela Grilli alle seconde voci, Gianpiero de Candia al basso e cori e Federico Gullo alla batteria. Su disco si aggiunge, in due brani, il quartetto d’archi di Zagabria composto da Davide Albanese e Paola Bezi (violini), Lucija Brnadic (viola), Jasen Chelfi (violoncello).
The Rideouts si rifanno alle sonorità della musica anglo-americana degli anni ’60, dal pop al rock, dal blues al garage rock senza dimenticare un pizzico di psichedelia. The Beatles, Hendrix, Cream, Led Zeppelin sono le principali influenze.
Richard Oliff della BBC (presentatore, scrittore, giornalista, produttore che ha lavorato con personaggi del calibro di Ringo Starr Paul McCartney), estimatore dei Rideouts, per descriverli ha tirato fuori nomi come Eric Clapton e The Beatles.
Heart and Soul contiene 11 pezzi tra raffinate ballate e pezzi rock blues, sullo sfondo il brit rock (la stessa copertina, curata da Roberta Radini, si rifà a Banksy, ed è un richiamo alla scena british). L’album è stato masterizzato al Mercury Mastering (California) da Blake La Grange (vincitore di vari Grammy, ha lavorato – tra gli altri – con Kanye West).
The Rideouts non hanno nulla da invidiare alle band britanniche (o americane), suonano estremamente internazionali e con questo album, curato fin nei minimi dettagli, non hanno da temere nessun confronto con i modelli di riferimento. D’altra parte i riscontri positivi dall’estero non sono mai mancati: dal citato Oliff, al prestigioso NME che ospitò sul suo sito un videoclip dei Rideouts. La band, in pista da più di dieci anni, raggiunge con questo album la maturità e mette a fuoco il suo potenziale al 100%.

Il primo singolo/videoclip estratto è la opening track Not Enough, definito dalla band “Un brano dal sound pop rock anni ‘60: riff di chitarra distorta, batteria granitica, linee melodiche di basso e seconde voci che sono parte integrante della melodia principale.” 


Video Credits
Regia: Carlo Pacorini
Autore: Massimiliano Scherbi
Note di produzione, credits: Produzione Scherbi / Radini
Attori protagonisti: Massimiliano Borghesi e Giustina Testa
Make up: Dorina Forti

Tracklist
Not Enough
Plastic Soul
I'm So Sorry
Give It To Me
I'll Be Free
Put The Blame On Me
Who I Am
Wait
Take It Easy
Be A Man
Don't Cry



Bio - Tutto inizia nel 2000, quando Max Scherbi si trasferisce a Liverpool, per suonare nella città dei suoi idoli, i Beatles (e lì comincia un’importante esperienza suonando in un progetto di Stewart Boyle, ex Bullyrag). Nel 2003 nasce il primo nucleo dei Rideouts, che nel 2005 registra agli Imperial Studios di Liverpool il primo EP di quattro canzoni insieme a Jay Irving (Spandau Ballet, Nate James, The Christians) alla batteria. Rientrato in Italia (con un bel bagaglio di esperienze ed un’ottima padronanza della lingua inglese), il frontman Max Scherbi porta avanti il progetto e, grazie all’esperienza maturata nei Tillamook (blues/jazz vincitori delle selezioni italiane 2008 dell’IBC: nel 2009 rappresentano l’Italia a Memphis), Scherbi conosce Gianpiero de Candia e Andrea D’Ostuni con i quali nel 2009 registra l’album The Storm After The Calm. Nel gennaio del 2012 Matteo Moggioli sostituisce Andrea D’Ostuni alla batteria e nasce il secondo album All Day & All Night.

Contatti
Management - Andrea Radini +39 338 7593403

Press Media Office
Frank Lavorino 339 6038451

La Via degli Astronauti-“Dietro ogni memoria”


Dietro Ogni Memoria è l'album d'esordio de La Via degli Astronauti (V4V-Records)

Dietro Ogni Memoria è uscito in Cd e digitale il 18 gennaio su etichette CONTROCANTICHEAP TALKSCBC RECORDS,SCIROPPO DISCHISULLE DITA.
DIETRO OGNI MEMORIA
Dietro ogni memoria è il primo lp de La Via degli Astronauti, a 5 anni di distanza dall’ep Storie. E’ quindi un disco di memorie, nato innanzitutto dalla profonda esigenza di documentare l’intensa attività live di questi anni, con tutto quello che vi è ruotato attorno: successi e delusioni, sbornie e notti bianche, amori e litigi.
In questo senso Dietro ogni memoria non vuole essere l’esordio di una band emergente, ma una testimonianza di ciò che è (e speriamo continui a essere) un’intera scena, fatta di persone, luoghi e sensazioni, così come l’abbiamo vissuta noi.
Le tracce non seguono l’ordine in cui sono state composte, ma quello in cui vengono suonate dal vivo perché è quella la dimensione de La Via, perché il punk non va ascoltato in salotto ma respirato, ai concerti, nei locali troppo piccoli e affollati, insieme alla puzza di sudore e sigarette.
Musica e vita si intrecciano e un disco è ciò che nasce da questa unione.


BIO
LVDA è Mario, Luigi, Daniele, Willy
La Via degli Astronauti nasce 5 anni or sono vicino Napoli, comincia per scherzo in uno scantinato. Registrammo una demo, la registrò il nostro attuale bassista con un microfono al centro della stanza, aveva solo 16 anni, noi invece eravamo un po' più grandi. Era il tempo di "Myspace" e la Demo girò molto velocemente fino ad arrivarre a Mike Watt dei Minutemen che ci passò nel suo programma radiofonico "The Watt from Pedro Show". Sostanzialmente suoniamo perchè siamo piaciuti ad un nostro idolo. Dopo la Demo è seguito un ep: "Storie" di 4 pezzi uscito su Fallo Dischi, etichetta indipendente che il nostro cantante Mario nel frattempo aveva fondato con un amico. Per varie divergenze dopo l'EP c'è un cambio di Line-Up e subentrano Willy e Daniele, rispettivamente alla batteria e al basso. Negli ultimi anni la band ha avuto una intensissima attività live dovuta anche all'attività con "Fallo Dischi" di Mario che l'ha portata ad incrociare il proprio cammino con buona parte delle bands e delle realtà D.I.Y della penisola Italiana e non solo.

CREDITS
Registrato e Mixato da Peppe De Angelis al Monopattino Studio di Sorrento
Masterizzato da Giovanni "Meniak" Nebbia all' Ithil World Recording Studio di Imperia
Artwork e Grafica: Manuele Altieri

martedì 26 gennaio 2016

Bruno Biriaco e Galaxy Big Band: stagione 2016


Nicola Pisu-"Monsieur il mago", nuovo singolo e video


E’ online il nuovo singolo di Nicola Pisu corredato di videoclip: Monsieur il mago.
La canzone si ispira alla vita di Cesello Musio, primo mago sardo, conosciuto dall’autore attraverso l’incontro con l'illusionista Alfredo Barrago.
Il video è stato montato da Carlo Murtas.
Il lavoro di arrangiamento nonché l’intera esecuzione musicale, il vestito della canzone, è di Gianfranco Fedele, collaboratore di Pisu e che ha suonato pianoforte, toy piano, diamonica, glockenspiel e percussioni varie.
Grandi atmosfere!